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Regione: pari opportunità, intesa
con i consulenti del lavoro

Basilicata

Siglato un protocollo di intesa dalla consigliera regionale di Parità, Stella Ciarletta, e dal presidente della Consulta degli Ordini dei consulenti del lavoro della Calabria, Giuseppe Buscema

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L'obbligo per le aziende calabresi di redigere il rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al periodo 2008-2009; è questo il contenuto di un protocollo di intesa che è stato sottoscritto dalla consigliera regionale di Parità, Stella Ciarletta (in foto), e dal presidente della Consulta degli Ordini dei consulenti del lavoro della Calabria, Giuseppe Buscema.
L’obbligo di redazione del rapporto, – spiega una nota della Regione Calabria – previsto dal Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, riguarda le aziende private e pubbliche che occupano oltre 100 dipendenti e serve a raccogliere elementi utili relativamente all’attività lavorativa dei due sessi nei vari settori economici, con particolare riferimento ai livelli professionali, le tipologie contrattuali, i percorsi di carriera e la partecipazione a percorsi di formazione e riqualificazione professionale nonchè per valutare l’esistenza di differenziali retributivi legati al genere.
Nel corso dell’incontro, a cui era presente anche la consigliera supplente Tommasina Lucchetti, Stella Ciarletta ha ribadito l’importanza ricoperta dalla sottoscrizione del protocollo d’intesa che consente alle parti di avviare una proficua collaborazione affinchè tale obbligo sia rispettato e sia diffuso tra le aziende con oltre 100 dipendenti che operano in Calabria. Con l’occasione è stato inoltre garantito adeguato supporto in merito alle modalità di redazione e trasmissione del rapporto biennale.
I consulenti del lavoro e le aziende potranno rivolgersi all’ufficio della consigliera per ricevere il cd contenente il software per la redazione del rapporto e avere assistenza per la stesura.
«Una volta completato – spiega la consigliera Ciarletta – il rapporto va inviato al nostro ufficio, al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al ministero della Pari Opportunità e alle rappresentanze sindacali aziendali. L’eventuale inadempimento comporta l’irrogazione di gravi sanzioni nei confronti dell’impresa responsabile, fino alla sospensione di eventuali contributi goduti. Sarà competenza esclusiva della consigliera regionale la elaborazione dei dati, e già quelli del biennio precedente 2006/2007 ci offrono una fotografia molto precisa del lavoro femminile nelle grandi aziende: le donne sono presenti principalmente nei servizi (alla persona, di cura o pulizia), nella grande distribuzione e presso i call-center, esiste un marcato fenomeno di segregazione sia orizzontale che verticale, laddove le lavoratrici sono presenti principalmente nei livelli medio-bassi per andare via via scomparendo nelle posizioni apicali».
«Strumenti come il protocollo sottoscritto con i consulenti del lavoro, e quello precedente con la direzione generale del Lavoro – aggiunge Stella Ciarletta – mirano a potenziare la rete regionale per combattere tutte queste forme di discriminazione e proporre alle imprese soluzioni innovative per promuovere la presenza e la qualità del lavoro femminile anche attraverso l’utilizzo dei fondi strutturali che la Regione Calabria ha messo in campo per l’adattabilità e l’occupabilità del lavoro nel Por 2007/2013». «In tal senso, abbiamo concordato con il presidente Buscema – conclude la consigliera di Parità – la programmazione di work-shop tematici con consulenti e imprese per focalizzare le criticità emerse dai rapporti e creare un percorso comune di valorizzazione dell’occupazione femminile, che possa risultare utile all’economia calabrese, alla produttività aziendale e naturalmente alle donne».

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