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A RadioDue candidati lucani bocciati in calcio

Basilicata

Ai microfoni di Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro i cinque candidati alla presidenza della Regione

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di SARA LORUSSO
POTENZA - Se c’è una cosa che li accomuna è una scarsa competenza calcistica. Superano più o meno il test di conoscenza del territorio a cui Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro li hanno sottoposti. Poche domande e soli due minuti per rispondere concessi ai cinque candidati alla presidenza della Regione Basilicata durante la messa in onda, ieri pomeriggio, della trasmissione radiofonica di Radio Due “Un giorno da pecora”. Tribuna elettorale satirica nell’etere e primo confronto con tutti e cinque presenti (a distanza) nel corso del programma. Sulla geografica, si dimostrano più o meno preparati, azzeccando le cifre della demografia e delle altitudini lucane, ma sulla classifica e la squadra dei rossoblù non segnano un punto. Magdi Allam, semplicemente, perchè «non mi occupo di calcio», De Filippo perchè proprio non se lo ricorda, Doino (Pcl) perchè il nome del portiere lo ha sulla punta delle lingua, sfugge per un po’ ma se deve scegliere tra tre opzioni lo sa. Pagliuca (quello che nella presentazione vanta un altissimo numero di fan su Facebook, 1875 più Punto ottica srl) ammette («Ahi, ahi») che il Potenza «è abbastanza giù». A Toscano (Sui Generis) resta la speranza che di gol ne abbiano segnati tanti. Non lo sanno che è ultimo in classifica. Sui programmi riassumono in poche parole, diffuso il “no” al nucleare (a Pagliuca però non arriva la domanda), sicuri quasi tutti che almeno in famiglia raccoglieranno voti (Doino, fan su Fb degli arrosticini, giura pure che anche le figlie lo voteranno, De Filippo lascia aperto lo spazio del confronto in una famiglia che è democratica. Letteralmente?).
Lucania o Basilicata? Lo sanno tutti che si chiama Basilicata (come scritto nella Costituzione), ma tra loro c’è chi preferisce la prima opzione. Allam ne richiama il segno dell’identità da riscoprire, Doino perchè nome dei tempi rivoluzionari. Pagliuca taglia, nonostante - ammette - abbia spinto per la modifica del nome attuale. Adesso, però, «basta fare confusione», tutti ci conoscono come Basilicata. Migranti, famiglia, campagna elettorale, governo. Ci passano tutti mentre il timer di sottofondo segna il tempo della par condicio (pro o contro la nuova norma taglia trasmisisoni?). Il test sulle affinità con il territorio è veloce, satirico e ironico. Ma lei Allam quale piatto preferisce? Lui di piatti semplici con pasta e verdure ne ha assaggiati parecchi, ma allo “strascinato non fa cenno.
In chiusura il gioco della torre: buttano giù Potenza o Matera? Politically correct, le amano entrambe, così diverse, così importanti (va bene Pagliuca è nato a Melfi, ama pure quella). «Così è troppo facile». I due conduttori sottolineano, finchè uno di loro si sbilancia un po’ in onestà. Toscano, in fondo, è nato a Matera.

993333]Ascolta la trasmissione http://www.radiodue.rai.it/dl/Radio2/home_.htmlsul sito di Radio 2 (cerca nella sezione podcast la puntata del 1 marzo di "Un giorno da pecora")

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