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Il Pdl esce dalla maggioranza

Basilicata

Per il momento Navazio non rischia. Tutto è rimandato all'esame del bilancio

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di EMILIO FIDANZIO Tutto rimandato al dopo elezioni. Si conclude di fatto così l'attessisimo consiglio comunale di Melfi. Una seduta che ha visto la partecipazione di un pubblico corposo e nutrito che ha assistito attento per oltre 4 ore allo svilupparsi del dibattito. E' emersa però una ghiotta novità rispetto al passato. Il «Pdl è fuori da questa maggioranza», come ha annunciato pubblicamente il capogruppo Egidio Giorgio nel suo intervento conclusivo. «Prendo atto di questa fuoriscita. Avvierò le consultazioni nei prossimi giorni con l'Udc, con l'Mpa, con altre forze politiche. Valuterò se ci saranno i numeri per proseguire nel governare», ha rimarcato il Sindaco Ernesto Navazio, «cercando di evitare il commissariamento che la città non merita, prendendo anche in esame la possibilità che se venissi eletto in consiglio regionale, di rinunciare alla carica». Per la verità quest' ipotesi appare poco praticabile, altrimenti perché candidarsi, rompendo con il Pdl regionale? Rottura che appare sempre più evidente anche a livello locale. Il Pdl ha chiesto, chiarezza, risposte e l'azzeramento dell'intera giunta, accusata di essersi schierata compatta al fianco del Sindaco, con Magdi Allam e di fatto contro Pagliuca ed il Pdl in questa prossima battaglia elettorale. Politicamente una richiesta legittima, anche perché, Rauseo, Poppa e Quaranta sono stati nominati in quota Pdl. " Non si può far finta di niente e mettere come lo struzzo la testa sotto la sabbia, ha sottolineato Giorgio, che ha anche parlato di «Situazione inaccettabile, che non si può tacere». Nulla è più come prima, il monocolore Pdl non c'è più. La risposta del Sindaco e di chi sta al suo fianco non si è fatta di certo attendere. Navazio ha cronologicamente rimarcato tutti i passaggi che lo hanno portato alla scelta di aderire ad " Io amo la Lucania", per «L'incapacità di dialogare nel Pdl, un partito che mi ha sempre osteggiato e trattato da eretico». «La giunta non può essere azzerata. Il programma c'è già ed è stato siglato insieme in tempi non sospetti». Dopo Pasqua si vedrà cosa succederà realmente, quando in consiglio si dovrà approvare il bilancio. Non è stata presentata nessuna mozione di sfiducia. Nessuno prima delle elezioni regionali, vuol prendersi la responsabilità di un commissariamento. Interessante l'intervento di Maurizio Savino che ha parlato di «fallimento della politica del Pdl, auto sospendendosi dal partito, invitando a fare altrettanto anche capogruppo e segretario» ( Giorgio e Roselli, firmatari della verifica con Flammia, Lamorte Capararella, Russo e Destino). Nel frattempo Poppa, Rauseo e Quaranta, ( parole molto dure di quest'ultimo all'indirizzo di Pagliuca), i tre assessori in quota Pdl, hanno rimesso il loro mandato nelle mani del primo cittadino che ha comunque difeso a spada tratta l'operato della sua giunta. In tutto questo marasma, l'opposizione ha sottolineato «l'immobilismo che attanaglia la città da due anni a questa parte, cioè da quando è iniziata la lotta interna al Pdl». Aspetti rimarcati da Mastromartino capogruppo Pd e da Valvano del Psi, che ha anche parlato di "leone che abbaia", per sottolineare lo spettacolo degradante offerto da chi si scorna e poi si mette d'accordo, come avvenuto ripetutamente in questi ultimi tempi. Vedremo se sarà così anche stavolta. Molto dipenderà da quanti e quali veleni resteranno a galla dopo le elezioni regionali.

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