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Arrestato barese che faceva prostituire una ragazza materana su un camper

Basilicata

Il mezzo era attrezzato con tutto il necessario per gli incontri amorosi

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di Antonio Morcavallo
Il camper dell’amore fa tappa a Cosenza. Attrezzato di tutto porta il sesso fin sotto casa. Rossa, mora, bionda, la scelta è ampia. Come le parrucche, i “giochini” e i diversi tipi di preservativi che vengono offerti ai clienti. Con una modica cifra, dai 50 ai 100 euro, il servizio è completo e la riservatezza assicurata. Niente hotel o auto proprie tutto in un camper. Basta che non lo sappia la Polizia.
Ma i poliziotti cosentini se ne sono accorti e hanno arrestato, per favoreggiamento sfruttamento della prostituzione, un trentacinquenne della provincia di Bari, Bernardino Perrone, mentre con il suo camper era parcheggiato in via Suor Elena Aiello.
L’uomo era seduto al posto di guida, mentre all’interno del mezzo, gli agenti della Squadra Volante, diretti dal vicequestore Pietro Gerace, hanno beccato una ragazza di ventidue anni, di Tricarico in provincia di Matera, mezza nuda, in compagnia di un uomo in atteggiamenti del tutto inequivocabili.
A Cosenza la coppia era arrivata da giorni. Prima in un parcheggio, poi in una strada del centro, infine via Suor Elena Aiello.
Diverse soste per non dare nell'occhio ed essere facilmente raggiungibile dai clienti. Clienti che il “sex box” itinerante agganciava con appositi annunci pubblicati su siti di scambisti e di appuntamenti. Dall'annuncio si passava al numero di telefono e alle spiegazioni della strada o della piazza dove il camper era parcheggiato.
La scoperta è stata fatta lo scorso pomeriggio, intorno alle 18,30, grazie a una segnalazione di strani e continui movimenti nei pressi del camper. Da qui il controllo di una pattuglia della Volante e la scoperta dell'attività messa in piedi all'interno del mezzo, con la stretta sorveglianza dell'uomo finito in carcere.
Perrone, come detto, è stato trovato alla guida, mentre nel camper sono stati trovati la ragazza e il cliente. E' seguito l'intervento della Squadra Mobile che ha controllato il mezzo e ha rinvenuto denaro contante per centinaia di euro, nonché cinque parrucche, abiti, attrezzi di vario genere e una decina di pacchi diversi di preservativi.
Portati tutti in questura, gli investigatori della II Sezione (l'ispettore capo Giuseppe De Rose, il sovrintendente Pantaleo Giannone e gli assistenti Paolo Micino e Franco Borrescio) hanno raccolto la prime testimonianze. I poliziotti hanno sentito, sia il cliente presente al momento del controllo, che, un altro “avventore” rintracciato e che è risultato amico del primo e con il quale si era recato dalla donna per un rapporto a pagamento.
Gli approfondimenti hanno quindi permesso di ricostruire le modalità attraverso cui Perrone faceva prostituire quella, inizialmente, presentata agli investigatori come la sua compagna. Secondo la ricostruzione, l'uomo, in compagnia della ragazza, era arrivato a Cosenza da alcuni giorni posizionando appunto il camper in punti della città sempre diversi. Il resto lo facevano gli annunci e i telefonini.
Il prezzo delle prestazioni oscillava fra i 50 ed i 100 euro e i rapporti erano consumati sempre all'interno del camper in uso ed intestato a Bernardino Perrone.
La ragazza, ricevuto il denaro, lo consegnava al Perrone che provvedeva a nasconderlo in una intercapedine ricavata fra il mobilio del camper. La ragazza, ben curata, e di buona cultura, ha ammesso di prostituirsi aggiungendo di farlo per necessità economiche dovute a problemi familiari.
Per meglio definire la vicenda, nonché per ricostruire le tappe del “sex tour” sostenuto dal Perrone e dalla prostituta i poliziotti della Mobile hanno sequestrato il computer utilizzato per i contatti on line che sarà oggetto di altri accertamenti. Sequestrato anche il denaro, nonché tutto il materiale rinvenuto nel camper.
La vicenda è stata dettagliatamente ricostruita in una informativa che la Polizia ha immediatamente trasmesso al pm Di Maio della Procura di Cosenza. L'uomo è stato arrestato con l'accusa di sfruttamento della prostituzione e tradotto nel carcere di via Popilia.

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