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Coppia di estorsori minacciava i commercianti
Traditi per una vecchia lettera d'amore

Basilicata

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3 minuti 15 secondi

di ROSSELLA MONTEMURRO
MATERA - Amore e estorsioni, un binomio improbabile che però rispecchia bene i contorni di un fatto di cronaca accaduto in città a ottobre dello scorso anno.
Tra i protagonisti, una cinquantenne materana che quando si innamora perde così tanto la testa da compiere azioni che sconfinano nella stupidità. Tempo fa, una sua lettera di minacce contro una rivale in una relazione sentimentale le valse una querela.
Proprio l'errore di usare lo stesso di tipo di buste (quelle con finestrella, in dotazione ad un unico ente pubblico in cui, tra l'altro, lavora la donna) per spedire lettere con richieste estorsive, un gesto d'amore nei confronti dell'attuale compagno che versava in condizioni economiche difficili, ha permesso agli inquirenti di risalire alla coppia e a concludere la vicenda in sole 72 ore.
I dettagli dell'operazione “Profile” che hanno portato alla denuncia della donna e del compagno quarantacinquenne con l'accusa di tentata estorsione nei confronti di undici commercianti sono stati illustrati ieri in questura dal dirigente della Squadra Mobile Nicola Fucarino, dall'assistente capo della Polizia delle comunicazioni Antonella Conte e dall'ispettore Luigi Martino, responsabile della sezione antirapina.
“I primi giorni di ottobre nove commercianti materani sono stati raggiunti da lettere estorsive e hanno sporto denuncia da noi”, ha spiegato il dirigente Fucarino.
Undici missive (altre due, complice il ritardo delle poste, sono state recapitate ad indagini concluse) in cui, a seconda della presunta disponibilità economica individuale dei commercianti, venivano chiesti con tono perentorio dai 5.000 ai 30.000 euro: «Se volete salvaguardare le vostre vite e il vostro patrimonio dovete al più presto darci 5.000 euro - si legge - altrimenti aspettatevi il peggio su tutto se non li date. Per contatti ci faremo sentire noi per le disposizioni dove portare denaro. Non contattate le forze dell'ordine di mezzo c'è la loro vita e le vostre. A risentirci».
Le attività commerciali “prese di mira” dai due estorsori improvvisati si trovano quasi tutte una accanto all'altra, tra via Lucana e via Annunziatella.
Dal contenuto delle lettere, i poliziotti della terza sezione “Reati contro il patrimonio” della Squadra Mobile intuiscono che l'estorsore conosce una serie di elementi (orari di apertura e chiusura di ogni negozio, il numero di clienti) che lasciano intuire una sorta di “sorveglianza” quotidiana degli esercizi commerciali: il mittente avrebbe potuto quindi essere qualcuno che abita o staziona frequentemente di fronte a quei negozi.
Individuate alcune persone già note alle forze dell'ordine, gli agenti scoprono che una donna è stata querelata in passato per aver mandato lettere anonime ad una rivale in amore.
«A questo punto cominciamo a chiarire il profilo. - ha affermato Fucarino - Andiamo a casa della vittima e recuperiamo le lettere. Con l'ausilio di un consulente ci accorgiamo che, per genere di busta, carta, modalità di estensione dei testi e grammatura corrispondono a quelle indirizzate anche ai commercianti».
Il confronto ha consentito di individuare la ditta fornitrice di buste e lettere e di risalire al committente, un ente della pubblica amministrazione e, in particolare, a una impiegata. La Polizia Postale ha recuperato i file delle lettere estorsive nel computer che la donna utilizzava sul posto di lavoro, anche un'altra missiva, mai inviata ai Carabinieri, nella quale la signora accusava il suo convivente, un quarantacinquenne disoccupato, di averla costretta “per amore” a scrivere le lettere.
L'uomo ha piccoli precedenti per reati contro il patrimonio: «Hanno provato ad indossare l'abito degli estorsori ma, per la scarsezza e la semplicità con cui è stata realizzata questa tentata estorsione non si tratta assolutamente di racket. - ha sottolineato Fucarino - I commercianti tuttavia erano terrorizzati per i toni decisi delle lettere. Il tentativo di estorsione sarebbe andato in porto solo se gli imprenditori si fossero lasciati intimorire. La paura della vittima, infatti, determina la forza dell'estorsore».
Le indagini, coordinate dal pm Valeria Farina Valaori, iniziate subito dopo la denuncia dei commercianti, un sabato pomeriggio, si sono concluse il lunedì successivo, a dimostrazione dell'efficacia della collaborazione dei cittadini.

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