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Melfi, tutte le facce della crisi

Basilicata

I candidati a consigliere regionali analizzano la questione sollevata dal "passaggio" di Navazio alla lista di Magdi Allam

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di EMILIO FIDANZIO Non c'è luogo di Melfi in cui non si discuta della crisi che sta riguardando la maggioranza che governa la città, esplosa in tutto il suo fragore nel contesto dell'ultimo consiglio comunale.
In piena campagna elettorale, abbiamo voluto chiedere l'opinione di ciò che sta accadendo, ai candidati cittadini che concorrono per un posto da consigliere regionale.
Essendo nove i soggetti in questione, ( Navazio, Valvano, Pizza, Montanarella, D'Amato, Destino, Pennesi, Tartaglia, e Di Ciommo), per questioni di spazio abbiamo deciso di sviluppare in due giorni questo tema interessante.
Oggi iniziamo questo viaggio riportando il parere di quattro candidati, domani gli altri cinque.
Iniziamo da Michele Destino, presidente del consiglio comunale ed in lizza per la lista Per la Basilicata per Nicola Pagliuca. «La crisi si è verificata in seguito alla scelta del sindaco di appoggiare (dopo un lungo peregrinare) una lista civica alternativa al centro destra. Una scelta ritenuta dal Pdl melfitano scorretta ed ingiustificata. Il sindaco è stato sorretto lealmente già nel 97 da ex An ed ex Forza Italia, quando fu nominato vice Sindaco fino al 2001, quando poi fu eletto per la prima volta Sindaco. Il Pdl solo per senso di responsabilità non intende commissariare questa città, a patto che il Sindaco accetti di azzerare l'attuale governance cittadina». Tartaglia del Pd. «Stiamo assistendo ad uno scontro di potere tra due persone, Navazio e Pagliuca, che oltre a paralizzare ulteriormente la città, già ferma da 2 anni, porterà inevitabilmente alla venuta del Commissario Prefettizio. Il Pd responsabilmente, intende schierarsi contro il commissariamento, provocato per la seconda volta dagli stessi protagonisti di 10 anni fa». Unica donna in competizione, Lucia Pennesi di Sinistra Ecologia e Libertà.
«Premettendo che è quanto meno riprorevole l'atteggiamento di chi, approfittando di un luogo istituzionale come il consiglio comunale, sfrutta il proprio ruolo per una sleale campagna elettorale, riteniamo che la crisi altro non sia che l'inevitabile epilogo di una scelta politica, quella della maggioranza e di Navazio, di anteporre i propri personalistici interessi di posizionamento e di potere, al bene della collettività, L'eventuale commissariamento che scongiuriamo, non può che essere ritenuta responsabilità evidente di chi governa la città da 4 anni. E' impensabile anche solo lontanamente che a fare le veci della maggioranza debbano essere chiamati i consiglieri di minoranza».
Infine Gerardo Di Ciommo dell'Italia dei valori. «Abbiamo assistito ad uno spettacolo mortificante. Si è constatato come etica, coerenza, rispetto delle regole, siano parole molto usate ma poco praticate. Un consiglio comunale sprecato, nel quale invece di dare risposte, le fazioni che governano la città da 15 anni si sono affrontate, o hanno fatto finta di farlo, scambiandosi accuse terribili. Da una parte il Pdl, che ha ritirato l'appoggio, ma si è ben guardato dal presentare una mozione di sfiducia, dall'altra il sindaco ed i suoi boys che pur avendo cambiato casacca e maggioranza, non avvertono il dovere etico e politico di dimettersi».
«Una farsa - ha concluso l’esponente di Idv - per continuare a restare pervicacemente attaccati a poltrone e poltroncine, salvo poi ricompattarsi dinanzi al prossimo affare o alla prossima spartizione».
1.Continua

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