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Pomarico, la discarica non si può ampliare

Basilicata

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di NUNZIO FESTA
POMARICO - E’ arrivato lo stop all'ampliamento delle discarica comunale di Pomarico.
Proprio come Il Quotidiano aveva anticipato, tenendo in considerazione inizialmente voci di corridoio. In questi giorni, gli uffici comunali hanno ricevuto la risposta negativa da parte degli uffici regionali sulla richiesta d'ampliamento dell’impianto a Manferrara Sottana.
Più che una bocciatura totale, pare si tratti comunque almeno di un fermo temporaneo. Sta di fatto che i lavori proposti a richiesta d'autorizzazione non possono partire; e, almeno per ora, rimarrà un piccolo sogno infranto il progetto della giunta Casolaro di allargare ulteriormente la capienza della discarica cittadina.
La corsa del progetto esecutivo è stata, dunque, bloccata. Dalle stanze del dipartimento Compatibilità ambientale il nulla osta all'esecuzione non è uscito. Almeno questa volta attenzione specifica è stata riservata allo scottante argomento della tutela della salute pubblica. Nonostante le reticenze, per ragioni completamente diverse, del dirigente Lambiase e dell'assessore Santochirico. Che niente di più avevano voluto dire quando già più persone erano a conoscenza dell'orientamento della Regione.
Quindi, almeno per un po', e si potrebbe pensare almeno per il periodo di campagna elettorale, i firmatari della petizione con la quale si esprimeva contrarietà alla scelta di ampliare la struttura potranno dirsi soddisfatti.
Almeno che, a fuochi spenti, non arrivi il permesso di procedere con gli agognati lavori. Della realizzazione però allo stesso tempo tanto problematica. Secondo perlomeno parte della comunità. Sceglierà mai qualcuno di dare risposte su tanti interrogativi ancora aperti? Fino al momento della risposta ufficiale di almeno un'istituzione, il cronista continua a ricordare che il 1 aprile 2008 al Comune di Pomarico fu concessa un'Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Però su informazioni, una serie va aggiunto, non corrispondenti con la realtà geografica. Innanzitutto, va ricordato per chi avesse perso la memoria, non era stato riportato che l'area di Manferrara Sottana è adiacente e contigua a una Zps (Zona di protezione speciale) nonché Sic (Sito d'interesse comunitario). Eppure è ancora niente. Perché, poi, si diceva che nel raggio di un chilometro dal sito non ci sono attività produttive. Falso. Ce ne sono almeno due. Tra le quali un centro d'immagazzinamento e distribuzione delle carni all'ingrosso. Come non è assolutamente vero che non esistano, nel raggio dello stesso chilometro già citato, costruzioni adibite ad abitazione civile. E il centro abitato non è esattamente a cinque chilometri di distanza (il quartiere Aldo Moro in linea d'aria dista invece al massimo un paio di chilometri e altre abitazioni anche molto meno). Nell'area gravitano sorgenti di acqua (che i gestori dell’impianto garantiscono sia intonsa), e in particolare sotto la struttura di conferimento rifiuti esiste un'importante sorgente acquifera (anch’essa pulita secondo i prelievi effettuati). Altro punto di domanda: un giorno si vorrà davvero fare il punto sullo stato della raccolta differenziata dei rifiuti a Pomarico?

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