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La sanità che spinge mette in crisi la politica

Basilicata

Il perchè degli assessori in pectore dopo la denuncia di Folino

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di SALVATORE SANTORO
POTENZA - Due indizi non fanno una prova. Ma è abbastanza evidente che Folino sta muovendo “guerra” a quei medici che stano facendo campagna elettorale chiedendo voti «a coloro che hanno operato», e parlano già «da assessori potenziali».
Dall'inizio ufficiale di questa campagna elettorale infatti, il consigliere regionale del Pd, Vincenzo Folino già per due volte pubblicamente ha lanciato strali a coloro che definisce già «assessori alla Sanità in pectore». La prima volta durante l'inaugurazione del proprio comitato elettorale in cui disse in una saletta gremita piena di ammiratori che «non è corretto che ci siano medici che fanno campagna elettorale chiedendo voti ai loro pazienti, a chi è stato operato da loro».
Non mancarono battute. Da Mimmo Maroscia ad esempio che chiese: «E se qualcuno è stato operato due volte da due medici diversi?». Ma Folino era serio tanto che urlò ai propri estimatori: «Di questo modo di fare politica mi vergogno».
I giorni successivi però il dibattito politico locale non registrò commenti a dichiarazioni comunque importanti. Tutto sembrava passare sotto silenzio. E allora ecco che Folino al suo secondo appuntamento ufficiale, alla presentazione della propria candidatura al Don Bosco di Potenza domenica mattina è tornato di nuovo sullo stesso argomento; ha denunciato «quei candidati che già si presentano come assessori alla Sanità in pectore contraddicendo le riforme regionali già avviate».
E siccome Folino, non è uno che fa e dice cose a caso, sembra lapalissiano che si sia innescato un intreccio tra politica e sanità lucana che al politico «dal brutto carattere» non sta affatto bene. Innanzitutto le liste elettorali dei vari partiti brulicano di medici. Personalità della sanità lucana del calibro del presidente dell’Ordine dei medici della Provincia di Potenza, Enrico Mazzeo Cicchetti, di Antonio Santangelo, segretario regionale della Federazione italiana dei medici di famiglia, del Primario di neuchirurgia al San Carlo Paolo Severino e altri. Senza scordare gli ormai già veterani del consiglio regionale ma sempre medici, Marcello Pittella, Agatino Mancusi e Gennaro Straziuso che è stato in qualche maniera l’antesignano di questo fenomeno.
Ma l’allarme che potrebbe esserci dietro le dichiarazioni di Folino è che ora ci siano troppi medici in prima linea. Cioè troppi che partendo proprio dai loro impieghi di prestigio nel mondo sanitario lucano tentano l’ingresso in politica.
E si sa quanto conta la Sanità nel sistema delle relazioni e in quello della gestione delle risorse pubbliche. Per questo “l’urlo di Folino”. Il tema è delicato. Senza contare che negli scorsi giorni è anche iniziata la corsa al toto assessorato alla Sanità con nomi messi in campo (Michele Cannizzaro e Maroscia) che non hanno fondamento reale. In ogni caso volendo ricostruire il quadro dei malumori, la questione più delicata (almeno per quanto riguarda le frasi di Folino) dovrebbe essere legata alla posizione di Enrico Mazzeo Cicchetti che vicino al San Carlo potrebbe mettere in discussione il ruolo del Crob di Rionero. Situazione che a quanto pare non susciterebbe grandi entusiasmi (per usare un eufemismo) in chi si è speso per una riforma del sistema sanitario lucano con la riduzione delle Asl per limitare le conflittualità territoriali e con un piano di ristrutturazione che ancora deve essere portato a termine. Ma non è la sola questione a tenere banco. L’assessore in carica della Sanità, Antonio Potenza alla presentazione delle liste dei Popolari uniti, raccolti i complimenti di De Filippo non ci ha messo molto a far notare: «Il nostro lavoro nella Sanità permette al centrosinistra di potersi vantare» per poi attaccare: «Ci sono troppi individualismi in questo centrosinistra e nel Pd».

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