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Pedofilia, abusi su due sorelline di 11 e 12 anni.
In manette i genitori e uno zio

Basilicata

Le vittime degli abusi sessuali sono legate da rapporti di parentela con i tre arrestati

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I carabinieri hanno arrestato tre persone in un centro della Piana di Gioia Tauro con l’accusa di avere abusato di due sorelle di 11 e 12 anni.
I tre arrestati sono la mamma e il papà delle due vittime ed uno zio, fratello della madre. Sulle due bimbe, secondo l’accusa, sono state commesse violenze di gruppo che si sarebbero trascinate per alcuni anni. La vicenda è stata scoperta grazie ad una segnalazione fatta ai carabinieri dei responsabili delle scuola frequentata dalle due sorelle, che avevano notato anomalie nel comportamento delle minori. Le indagini si sono basate anche su intercettazioni ambientali che sono state effettuate dai carabinieri nei momenti in cui venivano commessi gli abusi sessuali con la partecipazione, in contemporanea, sia dei genitori che dello zio delle due minori. Alla mamma delle bambine viene contestato, in particolare, di avere omesso di segnalare alle forze dell’ordine le violenze cui venivano sottoposte le figlie, che avvenivano anche in sua presenza. Comportamento che sarebbe anche da collegare ad una condizione di forte assoggettamento psicologico cui la donna era sottoposta ad opera del padre e del fratello. Fondamentale per l’esito delle indagini si è rivelato il racconto fatto dalle due bambine ai magistrati della Procura di Palmi.
Secondo le indagini le violenze andavano avanti dal 2004. I fatti sono accaduti in un contesto sociale e culturale, fanno rilevare gli investigatori, particolarmente degradato. Gli arresti sono stati fatti dai militari del Comando provinciale di Reggio Calabria e della Compagnia di Gioia tauro in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Procura della Repubblica di Palmi. L’indagine che ha portato ai tre arresti era stata avviata nello scorso mese di novembre. Le due minori vittime delle violenze, tra l'altro compiute da persone legate da rapporti di parentela, sono state allontanate dalla loro famiglia e portate in un centro specialistico per la tutela dell’infanzia.

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