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No Mafia Day. Da piazza invito a incentivare alla lotta al crimine

Basilicata

Dalla manifestazione "No Mafia Day" è emerso un chiaro invito alle istituzioni ad incentivare la lotta alla criminalità organizzata. Don Pino De Masi (Libera) «Sui fatti di Rosarno siamo usciti tutti

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Difesa della Costituzione, lotta alla mafia e alle ingiustizie, sono stati gli slogan più citati nel corso degli interventi svolti a piazza Duomo dagli organizzatori della manifestazione No mafia day. Il referente di Libera per la piana di Gioia Tauro, don Pino De Masi, ha detto che «sui fatti di Rosarno siamo usciti tutti sconfitti. Lo Stato, sempre assente, che ha fatto gestire alla mafia i flussi migratori e il lavoro nero. È uscita sconfitta la società civile che non è riuscita a trasformare la solidarietà in progetto civile. È uscita sconfitta la popolazione di Rosarno, ed in questo contesto gli extracomunitari africani però sono i veri vincitori perchè ci hanno insegnato cosa significa essere dignitosi, cosa significa ribellarsi a chi ti vuole trasformare in schiavitù e a chi ti vuole calpestare». «Destra e sinistra si misurino – ha detto il referente di Libera di Reggio Calabria, Domenico Nasone – sui fatti, sui comportamenti. In questi giorni abbiamo una vertenza di grande valore sociale aperta con il Comune per quel che concerne il futuro della cooperativa Rom 95 i cui dipendenti, tutti rom, da mesi non percepiscono lo stipendio. È una cooperativa, un gruppo di giovani che sono stati sottratti al malaffare e che opera nel recupero e nello smaltimento dei rifiuti solidi ingombranti. Su questo, quindi sui fatti, impegneremo il sindaco Scopelliti». Per Michele Cavaliere, del 'Popolo viola' di Treviso, siamo in «una terra dove il precariato, il lavoro nero, le ecomafie, sono argomenti che insidiano la vita ordinata e civile delle popolazioni siciliane e calabresi». Renato Accorinti, animatore del gruppo siciliano 'No pontè, ha rivolto un appello alla piazza affinchè «ci sia una mobilitazione costante a difesa degli uomini dello Stato più esposti sul fronte della lotta alla mafia, come il magistrato Nicola Gratteri».

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