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Droga: operazione “Knock out” a Castrovillari, 16 arresti

Basilicata

Albanesi e italiani coinvolti in un vasto traffico di stupefacenti e armi. Più tardi ulteriori dettagli

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Operazione all’alba dei carabinieri di Castrovillari (Cs) impegnati nel seguito dell’operazione Knock out, iniziata nel mese di novembre scorso.
Sedici le misure cautelari nei confronti di altrettante persone di nazionalità italiana e albanese, accusate a vario titolo, in concorso tra di loro di detenzione di sostanze stupefacenti, cocaina e marijuana, ai fini di traffico e spaccio. Secondo gli inquirenti, la banda gestiva lo spaccio di sostanze stupefacenti nel milanese e nel foggiano.
I provvedimenti sono stati eseguiti a Castrovillari, Cassano allo Ionio, Milano, Cerignola (Foggia), Lamezia Terme (Catanzaro), Palmi (Reggio Calabria) e Ariano Irpino (Avellino).
Nel corso dell’operazione, sono stati eseguiti arresti, alcuni ai domiciliari, e sono stati notificati provvedimenti di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. È stata sequestrata, inoltre, un’automobile di grossa cilindrata utilizzata per il traffico delle sostanze stupefacenti che sarà poi affidata alle forze dell’ordine per specifici servizi di contrasto al narco-traffico.
L’organizzazione, secondo l’accusa, si riforniva dello stupefacente a Rosarno per poi distribuirlo sulle piazze di Castrovillari, del Foggiano e del Milanese. Inoltre, alcuni indagati, con minacce, riuscivano a gestire alcuni appalti a Castrovillari imponendo imprese di proprio interesse. L’operazione di oggi è il prosieguo di quella condotta il 27 novembre scorso quando vennero arrestate cinque persone.
I dettagli dell'operazione sono stati illustrati in tarda mattinata in una conferenza stampa csvoltasi nella sede del comando provinciale dei carabinieri di Cosenza. «Abbiamo fermato un gruppo criminale certamente in ascesa» ha detto Franco Giacomantonio, Procuratore Capo di Castrovillari (CS).
«Il giro economico del gruppo – ha spiegato - era di diverse decine di migliaia di euro al mese, solo per la droga. L’indagine è partita per caso, a causa di alcune ditte che avevano subito dei danneggiamenti, per ritirarsi dalle gare d’appalto. Da lì si è capito che cosa faceva questa organizzazione.
Per adesso c'è solo il concorso in colpa, ma non è escluso che si possa chiedere anche l'associazione a delinquere».
Il Colonnello Aldo Iacobelli, comandante provinciale dei Carabinieri di Cosenza, ha lodato l'operato della Compagnia di Castrovillari e ringraziato per la collaborazione anche la Guardia di Finanza. Poi ha sottolineato come ci si sia avvalsi delle intercettazioni telefoniche.
«Usavano – ha detto – schede Wind intestate a donne romene e si mandavano messaggi tipo «amore» per identificarsi. Ci siamo mossi dopo che in una telefonata si ascoltò che il gruppo voleva «chiudere il paese», ovvero stringerlo totalmente sotto il suo controllo. Ci siamo avvalsi molto del ritardato arresto».
I destinatari delle misure cautelari:
Pietro Greco, Carmine Bellizzi, Luca Santoro, Domenico Larosa, Francesco Nocera, Gianluca Schicchitano, Vincenzo Palazzo, Salvatore Senise e l’albanese Alfred Plaku, finiti in carcere. Ai domiciliari sono andati invece Luigi Sangiovanni, Sandrino Greco, Antonio Maria Arango, Matteo Curiello, Sergio Vizzi, Julian Plaku. Ancora ricercata una sedicesima persona.

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