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Caso Claps, i resti ritrovati nella chiesa della Trinità

Basilicata

«Solo le analisi ci diranno se i resti umani trovati oggi appartengono al cadavere di Elisa Claps» ha spiegato il questore di Potenza, Romolo Panico.

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POTENZA - Sono stati alcuni operai che stavano lavorando nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a scoprire i resti di quella che potrebbe essere Elisa Claps. E sono stati loro a dare l’allarme, chiedendo l’intervento della polizia. Il corpo, secondo quanto si apprende, si trovava in un angolo in fondo al sottotetto, addossato ad un muro. Si tratta di un ampio locale in cui è molto difficile accedere: per raggiungerlo infatti bisogna prima salire sul terrazzo della chiesa, passando dalla sacrestia, e successivamente infilarsi in una sorta di cunicolo che porta al sottotetto. Il locale, racconta chi lo ha visto, è abbandonato da almeno una decina di anni ed è invaso dalla sporcizia. Al momento, sottolineano fonti qualificate, sia il corpo sia alcuni oggetti che sono stati trovati nelle vicinanze dei resti - un orologio, degli occhiali, una catenina e pezzi di indumenti - non sono ancora stati prelevati per essere analizzati dagli esperti della polizia scientifica.
«Solo le analisi ci diranno se i resti umani trovati appartengono al cadavere di Elisa Claps» ha spiegato all’Ansa il questore di Potenza, Romolo Panico. «Non voglio confermare ciò che al momento non è possibile confermare», ha aggiunto Panico: «I resti, come ho già detto in precedenza - ha sottolineato - potrebbero anche non essere quelli della ragazza scomparsa nel 1993».
E' dalla mattinata di oggi che la polizia è al lavoro sul posto.
Dal giorno della scomparsa, di Elisa Claps non si è saputo più nulla: varie volte gli investigatori hanno fatto ricerche e sopralluoghi in varie zone di Potenza (un cantiere delle scale mobili, alcune zone di campagna e di periferia). La chiesa della Trinità è l’ultimo posto dove la studentessa fu vista, quella mattina del settembre 1993, quando scomparve, da un testimone - Danilo Restivo - che poi fu coinvolto nell’inchiesta come indiziato. Restivo, che successivamente si è trasferito in Inghilterra, dove è rimasto coinvolto in un’altra inchiesta per la morte di una donna, la sarta Heather Barnett, che abitava nei pressi della sua casa.
Sulle porte della chiesa è stato affisso oggi un cartello, firmato dal parroco, don Ambroise Atakpa, che avverte che la messa serale non sarà celebrata.

Cosa successe quel giorno

E' stata ripercorsa tante volte - sia dagli investigatori sia da coloro che negli anni hanno cercato di «scavare» nella vicenda della scomparsa di Elisa Claps – quella domenica mattina del 12 settembre 1993, quando la studentessa potentina, che allora aveva 16 anni, scomparve nel nulla, lasciando in tutta la città un vuoto e un dolore che non si sono mai attenuati. Elisa uscì di casa intorno alle 11.30 con la sua amica Eliana De Cillis: quest’ultima dichiarerà poi di averla lasciata poco dopo, perchè la studentessa doveva incontrare, proprio nella chiesa della Santissima Trinità – dove oggi sono stati trovati resti umani e oggetti – un ragazzo, Danilo Restivo. Il giovane raccontò agli investigatori (e ha sempre ripetuto) di aver parlato con Elisa Claps per pochi minuti e di averla salutata intorno a mezzogiorno. La ragazza fu vista per l'ultima volta poco meno di un’ora dopo, da un suo coetaneo che abitava nel suo stesso edificio. Poi, Elisa svanì: tre quarti d’ora dopo le 13 – quindi circa un’ora dopo l’ultimo avvistamento di Elisa – Danilo Restivo si fece medicare nell’ospedale San Carlo di Potenza per una ferita ad una mano, che disse di essersi procurato cadendo.

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