Salta al contenuto principale

L'interrogatorio di Evangelisti
non è un "elemento nuovo"

Basilicata

"Cap d' bomba", elemento chiave per il processo del 19 a carico del Potenza, non ha inguaiato nessuno. In pratica non ha detto niente in più rispetto a quanto già si conosceva

Tempo di lettura: 
4 minuti 3 secondi

55 MINUTI per non dire nulla di rilevante. Quasi un’ora di botta e risposta con il sostituto procuratore distrettuale antimafia Francesco Basentini, lo scorso 13 gennaio, per “dimostrare la mia innocenza”. Non certo per fare nomi, raccontare circostanze ed episodi, o ammettere la benchè minima responsabilità di fronte alle circostanze a lui attribuite dagli accusatori suoi e dell’ex presidente del Potenza Giuseppe Postiglione.
Luca Evangelisti ha spazzato via tutte le paure di quanti pensavano ad un Potenza spacciato dinanzi alla richiesta fatta dalla Corte di Giustizia Federale al procuratore capo Stefano Palazzi di integrare la documentazione contro il club lucano (e la Salernitana) con il verbale delle dichiarazioni rese dall’ex direttore sportivo del Martina, conosciuto in questa fase come “cap di bomba”.
“Non ho nessuno pseudonimo, nè soprannome”, ha inteso precisare dichiarando le proprie generalità.
«Conosco il direttore sportivo della Salernitana Fabiani, persona con la quale non ho mai condiviso un buon rapporto professionale, dacchè egli unitamente al suo gruppo ha più volte tentato di danneggiarmi nella mia professione. Gli ultimi dissapori risalgono all’incontro calcistico Salernitana-Taranto del settembre del 2008. Con Fabiani non ho nessun rapporto», risponde Evangelisti a una domanda specifica sulle sue conoscenze con un personaggio chiave della vicenda che ruota attorno alla presunta combine sportiva. Conoscenze che Evangelisti nega rispetto alle persone di Lopiano, De Angelis (“non ho mai intrattenuto rapporti leciti/illeciti con costoro e ribadisco di non aver mai visto De Angelis) e Pasquale Giuzio, ma che conferma in riferimento a Danilo Pagni, all’epoca dei fatti direttore sportivo del Gallipoli. La domanda specifica riguarda quel famoso 20 aprile del 2008: «Non sono in grado di ricordare se quel giorno ebbi a intrattenere rapporti telefonici con Postiglione. Ho avuto ripetuti contatti con il presidente Postiglione, ma non ricordo se ho mai intrattenuto le telefonate contestatemi negli atti di indagine. Non sono in grado di ricordare se ebbi modo di incontrarmi con il Postiglione al casello autostradale, dopo l’incontro tra il Potenza e la Salernitana del 2008. Non ho mai dato soldi a chicchessia: Lopiano e De Angelis mi hanno solo infamato», dice Evangelisti. Sulla circostanza di essere venuto a conoscenza dei problemi di ordine pubblico che Postiglione aveva avuto al termine della partita (dagli atti di inchiesta risulta siano stati raccontati a Evangelisti da Postiglione stesso), Evangelisti resta sul generico affermando di aver saputo dei disordini “per averlo appreso dai mass media”. Anche sul passaggio relativo a ipotesi di combine orchestrati dall’allora presidente del Potenza, Evangelisti se ne lava le mani: «Non sono in grado di riferire notizie utili sugli eventuali incontri di calcio combinati a tavolino da Postiglione».
Sul capitolo delicato delle scommesse in agenzie autorizzate rispetto a “previsioni” fatte da lui stesso, Evangelisti dice: «Le scommesse effettuate il 5 aprile 2008 e riportate nell’informativa dei Carabinieri sono certamente state effettuate da uno scommettitore sulla base delle proprie conoscenze calcistiche e non sulla base di mie presunte dritte». Gli inquirenti chiudono l’interrogatorio di Evangelisti chiedendo un “quadro economico” ipotizzabile in caso di promozione o di retrocessione: “Una società - risponde Evangelisti - che a fine campionato dalla C1 viene promossa in B può vedere maggiorato il suo valore sportivo (parco giocatori, diritti televisivi, ecc.) fino a circa 5 milioni di euro. Ovviamente, questa è una stima forfettaria e solo indicativa. Di contro, una società che a fine campionato dalla serie C1 subisce la retrocessione in C2 patisce una svalutazione, negli stessi termini, fino a circa un milione e mezzo di euro».
55 minuti di colloquio. Anche agli occhi del più ingenuo osservatore, Evangelisti non ha detto niente. Non sono, a prima vista riscontrabili, quei famosi, detti e ripetuti, “elementi nuovi”. Cose, nomi e circostanze che dovrebbero indurre la Corte di Giustizia Federale a riaprire il processo su Potenza-Salernitana, chiuso nell’agosto del 2008 (senza appello di Palazzi) con l’assoluzione della Salernitana e dei giocatori coinvolti, e con la penalizzazione di 3 punti a carico del Potenza (oltre a 50 mila euro di ammenda) per la semplice slealtà sportiva.
Il procuratore Palazzi, però, è andato oltre, ed ha allegato oltre a queste due pagine di verbale, anche le motivazioni del Riesame che ha respinto la richiesta del legale di Evangelisti (Libera D’Amelio del foro di Termoli) di scarcerazione del suo assistito.
Sembra, infatti, che il tribunale in questione abbia mantenuto Evangelisti agli arresti domiciliari (misura in corso dal 23 novembre) per “l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alle frodi sportive, tuttora esistente e quasi del tutto sconosciuta alla magistratura” che starebbe ancora indagando.
Questo elemento aggiunto da Palazzi, ma non richiesto dalla Corte, sarà evidentemente oggetto di un’opposizione da parte del Potenza che, come spieghiamo a lato, è rimasto perplesso anche rispetto all’acquisizione del verbale dell’interrogatorio di Evangelisti (che per il collegio difensivo dei rossoblù non aveva nessuna ragione di essere chiamato in causa), nonostante non dica nulla di nuovo rispetto a quanto si conobbe a suo tempo.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?