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Giustizia Tributaria. Cresce l'arretrato in Calabria

Basilicata

Malgrado le sedi di Cosenza e Vibo siano in controtendenza, complessivamente il dato dei giudizi tributari presenta un saldo passivo con l'arretrato sulla decisione dei ricorsi che tende ad aumentare

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Lo status del giudice tributario è stato al centro della relazione del presidente della Commissione tributaria regionale della Calabria, Gianfranco Migliaccio, presentata per l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario che si è svolta oggi a Catanzaro. Oltre ad avere presentato i dati dell’attività portata avanti, infatti, Migliaccio ha posto in evidenza l’attuale situazione e le possibili riforme in materia, auspicando che ogni decisione possa essere valutata «in un ampio corale contesto, nel quale abbiano voce – ha detto – i magistrati tributari, gli ordini professionali, il mondo accademico e tutte le atre categorie interessate». Rispetto alle modalità di accesso alla magistratura tributaria e alla carriera interna, Migliaccio ha evidenziato che «sarebbe dannoso per la giustizia tributaria utilizzare male o addirittura sprecare grandi risorse intellettuali e culturali». Questo, nel caso in cui dovesse passare la decisione che «il percorso professionale nel mondo della giustizia tributaria dovrà comunque iniziare dal gradino di giudice provinciale». Rispetto alle cifre dell’attività riferita al periodo 1 luglio 2008-30 giugno 2009, la Commissione tributaria regionale della Calabria ha deciso 2.268 appelli, contro i 3.432 pervenuti, con una giacenza pari a 12.762. Nello specifico, 1.911 sono gli appelli ricevuti dalla sede di Catanzaro, dei quali 1.451 quelli decisi e 3.544 quelli pendenti. Situazione analoga per la sezione staccata di Reggio Calabria, anche se i ricorsi pendenti hanno raggiunto quota 9.218, contro i 1.521 pervenuti e gli 817 decisi. Questi andamenti sono confermati anche nelle singole commissioni tributarie provinciali che operano nelle cinque province calabresi. Anche se è stato evidenziato il dato della commissione di Cosenza che su 4.972 appelli ricevuti ne ha deciso 17.910, riducendo sensibilmente gli appelli pendenti passati da 73.318 a 60.380. Un dato incoraggiante che, seppur in termini diversi, ha interessato anche la commissione di Vibo Valentia con 1.116 appelli decisi contro i 957 pervenuti, riducendo i pendenti da 1.068 a 909. Nel corso della cerimonia, è stato evidenziato anche il contenuto della relazione di Antonino Di Blasi, presidente della Commissione tributaria centrale della Calabria. Di Blasi ha auspicato «risolutivi e tempestivi interventi per la copertura della dotazione organica dei magistrati, e l'adeguamento del personale di segreteria, condizione indispensabile – ha aggiunto – perchè l’ipotesi programmatica possa essere realizzata». Per il nuovo anno, infatti, il presidente ha annunciato «lo svolgimento di udienze tematiche, nonchè un graduale aumento del numero delle udienze e dei ricorsi da assegnare a ciascun relatore, in modo tale che nel corso del corrente anno possano essere definiti circa un terzo del residuo carico totale della sezione». La Commissione tributaria centrale della Calabria, nel corso del 2009, ha tenuto 50 udienze con 298 ricorsi assegnati, 68 esitati con provvedimenti interlocutori e 230 decisi con provvedimenti definitivi.

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