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Resterò sempre in servizio
il gen. Luongo lascia le Fiamme Gialle

Basilicata

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di ROSSELLA MONTEMURROLA VIVACE intelligenza, la serietà, la competenza, la professionalità, la severità quanto basta e il sano umorismo: sono queste le qualità del generale Salvatore Luongo apprezzate dalle Fiamme Gialle del Comando provinciale di Matera che ha lasciato ieri, dopo trenta mesi, insieme al servizio attivo nel Corpo per raggiunti limiti di età.
«Non mi aspettavo una conclusione di carriera così scoppiettante. - ha esordito il generale ieri in mediateca durante il saluto alle autorità - E' una manifestazione di affetto che mi commuove e mi gratifica».
Il generale Luongo, sessantunenne originario di Cuccaro Vetere (Salerno), ha ricevuto nei giorni scorsi anche la visita del comandante generale della Guardia di finanza, generale di Corpo d'armata Cosimo D'Arrigo.
«I materani sono persone laboriose. - ha aggiunto - Abbiamo agito nella trasparenza, sempre nell'interesse dello Stato e dei cittadini. Adesso non so cosa farò da grande. - ha scherzato con i giornalisti il generale - Qui a Matera di momenti belli ne ho vissuti tanti e il primo contatto con questa città è stato emozionante, è una realtà nella quale ritengo di essermi integrato. L'ultima sede rimane sempre nel cuore».
Il generale ha aggiunto che si stabilirà nel Cilento ma tornerà a salutare gli amici: «Ho bisogno i un periodo di decantazione, quarant'anni di servizio rimangono addosso».
La carriera del generale Luongo è iniziata come finanziere alla Legione di Messina. Successivamente, dopo aver frequentato la Scuola Sottufficiali, è stato trasferito a Milano presso il Nucleo di Polizia Tributaria. Ha frequentato il Corso Ufficiali nell'Accademia del Corpo e, nei diversi gradi e incarichi, ha prestato servizio al Nucleo Polizia Tributaria di Venezia, a quello di Pavia e alla Compagnia di Lodi. Dopo alcuni anni alla Direzione Investigativa Antimafia, nel grado di Maggiore è stato trasferito a Udine, in qualità di vice-comandante di Gruppo. Subito dopo ha ricoperto incarichi di staff nel Comando Interregionale di Milano, è stato comandante provinciale a Lecco e, prima di arrivare a Matera, è stato Capo ufficio pianificazione, programmazione e controllo al Comando Regione Lombardia. L'incarico di comandante provinciale della Guardia di finanza di Matera, insieme a quello di comandante del Nucleo di polizia tributaria di cui è titolare, lo ricoprirà per il momento il tenente colonnello Vito Simeone, originario di Brindisi.
«Nell'attesa di conoscere a breve il mio destino, circa la permanenza o meno in questa meravigliosa provincia, mi impegno a proseguire l'opera tracciata dal generale Luongo, - ha affermato il tenente colonnello Simeone - mettendo a disposizione professionalità, esperienza ed entusiasmo per consolidare l'efficienza operativa, il senso di appartenenza e la condivisione di valori ed obiettivi all'interno dei nostri reparti».
Tra le operazioni più significative che hanno caratterizzato l'attività nella città dei Sassi del generale Luongo, il sequestro, l'anno scorso, di uno stabilimento industriale per la produzione di paste alimentari del valore di 11 milioni di euro (costo di realizzazione) ordinato dalla procura della Repubblica di Matera a seguito di una complessa indagine svolta dal nucleo di polizia tributaria di Matera, che ha visto coinvolti vari personaggi tra imprenditori e pubblici amministratori, indagati per il reato di malversazione ai danni dello stato, per aver indebitamente beneficiato di contributi pubblici a carico di fondi strutturali. Sempre nel 2009, è stata condotta l'operazione “Green House” dalla Brigata di Metaponto nei confronti di un'organizzazione che nell'agro di Bernalda aveva introdotto la coltivazione della cannabis indica. A settembre 2008, invece, è stata portata a termine l'operazione "Ghost Vigilance" che ha portato alla scoperta di un'ingente truffa (oltre 109 milioni di euro) in danno del bilancio nazionale. L'indagine particolarmente accurata e meticolosa ha fatto sì che l'impianto accusatorio sostenuto dalla Procura della Repubblica di Matera abbia retto anche al vaglio del tribunale del riesame.

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