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Reggio: indagato il procuratore
della Dna Cisterna per corruzione

Basilicata

L’iscrizione di Cisterna nel registro degli indagati è un atto dovuto dopo le dichiarazioni, dei mesi scorsi, del boss pentito Antonino Lo Giudice

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Il procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia Alberto Cisterna è indagato dalla procura di Reggio Calabria per corruzione in atti giudiziari. La notizia è stata confermata dal procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone che sulla vicenda non ha voluto rilasciare dichiarazioni. L’iscrizione di Cisterna nel registro degli indagati è un atto dovuto dopo le dichiarazioni, dei mesi scorsi, del boss pentito Antonino Lo Giudice che si è autoaccusato degli attentati compiuti nel 2010 a Reggio ai danni della Procura generale e del procuratore generale e dell’intimidazione allo stesso Pignatone.
Dell’inchiesta è stato informato il Consiglio superiore della magistratura ed il Procuratore generale della Cassazione. Nino Lo Giudice, nel corso di un interrogatorio con i magistrati reggini parla della scarcerazione di un suo fratello anche lui collaboratore di giustizia, Maurizio, della quale si sarebbe interessato un altro fratello, Luciano.
«Per quanto riguarda la scarcerazione di Maurizio che si trovava in un carcere per collaboratori di giustizia a Paliano – ha detto Nino Lo Giudice – perchè era andato definitivo, mi sembra Luciano ne parlò con Alberto Cisterna. Che poi, dopo che ha avuto buon esito, Luciano mi disse che gli aveva fatto un regalo e mi fece intendere soldi, molti soldi».

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