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Catanzaro, operazione "On the road"
Conclusi oggi gli interrogatori

Basilicata

Tre le persone interrogato dal Gip Mellace dopo l'operazione di qualche giorno fa denominata "On The Road" contro un'associazione criminale di italo-ucraini

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Si sono conclusi oggi, davanti al giudice per le indagini preliminari distrettuale di Catanzaro, Abigail Mellace, gli interrogatori di garanzia dei tre uomini finiti in manette nell’ambito dell’operazione «On the road».
Il blitz, portato a termine lo scorso 15 giugno dalla Squadra mobile di Catanzaro, è stato diretto a sgominare un’associazione mafiosa italo-ucraina operante tra Catanzaro e Lamezia Terme, finalizzata all’estorsione mediante minacce e attentati ai danni di connazionali.
Davanti al gip di Catanzaro sono comparsi solo i tre uomini arrestati, poichè gli interrogatori delle donne – Nataliia Gordiichul, 34 anni, Nadiya Tymofiy, 49 anni, e Larysa Furkulitsa, 38 anni, tutte ucraine – sono stati fissati per rogatoria davanti al gip di Castrovillari, città dove sono detenute. Il solo a rispondere alle domande del giudice è stato Cosimino Berlingieri detto «Coco», 32 anni, di Lamezia Terme, che ha negato ogni responsabilità rispetto a quanto gli viene contestato. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, invece, Matteo Vescio, 29 anni, di Lamezia, anch’egli sottoposto a custodia in carcere, e Ugo Bernardo Rocca, 26 anni, pure di Lamezia Terme, l’unico che è finito agli arresti domiciliari. Per tutti gli indagati i difensori hanno avanzato istanza di alleggerimento della misura cautelare, ma il giudice Mellace si è riservata di decidere in proposito. Ciò non impedisce agli avvocati – tra i quali sono impegnati Staiano, Villella e Andricciola – di presentare comunque ricorso al tribunale del riesame contro l’ordinanza cautelare emessa a carico dei loro assistiti e di altre quattro persone di nazionalità ucraina tutte irreperibili al momento del blitz e attualmente ricercate – due, infine, sono le persone indagate ma non destinatarie del provvedimento di custodia -. Secondo l’ipotesi accusatoria, costruita dal sostituto procuratore di Catanzaro Simona Rossi, l'organizzazione criminale – ai cui membri sono contestati complessivamente estorsioni ai danni degli autisti dei pullman che facevano la spola con l’Est Europa, sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e detenzione illegale di stupefacenti – avrebbe agito sul territorio avendo ricevuto i placet della 'ndrangheta lametina.

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