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Consiglio regionale, si discute
del porto di Gioia Tauro

Basilicata

Il Consiglio regionale ha avviato i lavori sotto la presidenza Francesco Talarico. Gesuele Vilasi prende il posto di Santi Zappalà

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Riunione oggi del Consiglio regionale della Calabria, presieduto da Francesco Talarico. All’ordine del giorno la questione del porto di Gioia Tauro, un provvedimento amministrativo e due proposte di legge. L'Assemblea legislativa di palazzo «Campanella», affronterà la tematica legata alla crisi dello scalo container e le prospettive future dell’area che gravita attorno allo scalo marittimo gioiese.
Per quanto riguarda la sostituzione del dimissionario Santi Zappalà, al suo posto è stato nominato il consigliere regionale eletto nella Consulta regionale per la Cooperazioni, Gesuele Vilasi. La sostituzione in seno all’organismo era il primo punto all’ordine del giorno dei lavori odierni del Consiglio regionale. Vilasi è stato eletto con 27 voti a favore su 46 consiglieri presenti e votanti. In avvio dei lavori, l’Assemblea ha approvato l’inserimento all’ordine del giorno dei lavori di alcuni provvedimenti. L'assessore all’agricoltura Michele Trematerra ha ottenuto l'inserimento di alcune delibere della Giunta riguardanti la proroga di Arssa, Afor e delle norme sugli Usi civici. Il consigliere Franco Morelli ha chiesto ed ottenuto l’inserimento dei bilanci dell’Ardis di Catanzaro, mentre il consigliere Claudio Parente ha chiesto l’inserimento all’esame dell’aula di un provvedimento che autorizza il regime di proroga delle convenzioni demaniali marittime.

LA SITUAZIONE DEL PORTO DI GIOIA TAURO
«Gioia Tauro è una eccellenza di questa regione. Se ben utilizzato può diventare un eccellenza per il Paese. Anzi, una concreta base per lo sviluppo del nostro Paese». Così il capogruppo Pd in Consiglio regionale nel suo intervento sulla questione Gioia Tauro. «Non siamo contrari ad un documento comune del Consiglio regionale che dia a Scopelliti la forza necessaria e sufficiente per sostenere le tesi della Calabria a Roma. Ma bisogna capire cosa vuole fare lo Stato di Gioia Tauro» ha proseguito Principe che ha riconosciuto l’impegno della Giunta regionale «molto evidente sotto il profilo verbale, ma che non riesce a portare adeguatamente Gioia Tauro all’attenzione nazionale».
«Serve un impegno del Governo nazionale sulle grandi compagnie – ha detto Principe – così come faceva Prodi con il suo Governo». Nell’elencare le necessità più immediate di Gioia Tauro Principe ha concluso auspicando una trattativa del governo nazionale con l’Unione europea per lo studio di un pacchetto di agevolazioni fiscali e contributive, ed ha condiviso l’idea di un Consiglio regionale unito per sostenere a Roma l’impegno per Gioia Tauro».
A seguire il consigliere Candeloro Imbalzano che ha evidenziato le difficoltà del porto di Gioia Tauro rispetto ai più diretti competitor del nord africa, in un’area a forte fibrillazione politica, mentre noi – ha affermato – non sappiamo, o meglio, non veniamo messi nelle condizioni di approfittare di questo vantaggio politico».
Anche Giuseppe Giordano di Italia dei Valori si è detto d’accordo per uno «sforzo unitario del Consiglio» per determinare un ruolo forte della Regione al tavolo nazionale. “Deve far capire che Gioia Tauro deve diventare – ha detto – la priorità delle questioni del governo nazionale e della Ue». Preoccupazione per la reale possibilità di perdita di posti di lavoro è stata espressa da Antonio Rappoccio (Insieme per la Calabria – Scopelliti Presidente) che ha parlato di «obbligo della classe politica calabrese e nazionale ad adottare delle misure incisive per impedire la chiusura di Gioia Tauro».
«Non possiamo accettare – ha continuato – che il più grande porto del Mediterraneo sia costretto ad un ruolo di secondo piano. Servono misure immediate accompagnate da incentivi e benefici di natura fiscale, anche se questo – ha aggiunto – non può e non deve prescindere da investimenti di natura logistica».
Rosario Francesco Antonio Mirabelli di Autonomia e Diritti ha evidenziato il «grande momento di criticità di Gioia Tauro» a causa del lungo tempo perso negli anni. «Oggi Gioia Tauro è un problema difficile da risolvere. Ed è anche vero che serve una forza comune del Consiglio regionale in grado di sostenere ed accompagnare il Presidente Scopelliti nella vertenza con Roma. Più difficile e complesso affrontare il medio termine – secondo Mirabelli – a causa di mancati investimenti, ma anche di una spietata e sleale concorrenza internazionale». Per Mirabeli “è di grande importanza l’attenzione che i sistemi nazione danno alle strutture portuali e della logistica. «Settori dove lo Stato deve intervenire per tempo». Per questo ha auspicato che la missione di Scopelliti abbia la giusta forza e il grande senso di persuasione affinchè il Governo abbia un minimo di attenzione verso Gioia Tauro».

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