Salta al contenuto principale

La Nazionale e Libera a Rosarno
Trematerra e Magarò: "Giochiamo anche noi"

Basilicata

Già sabato scorso Prandelli e il presidente della Federcalcio avevano accolto l'invito di Don Ciotti a far allenare la Nazionale italiana sul campo confiscato alla criminalità a Rosarno (Rc)

Tempo di lettura: 
1 minuto 10 secondi

«Giochiamo anche noi per vincere contro la mafia. Assieme ai calciatori della Nazionale italiana ed a 'Libera' scenderà sul campo di Rosarno, sottratto alla mafia nel 2000 ma finora inutilizzato, anche la Calabria migliore». A dirlo il presidente della Commissione contro la 'ndrangheta Salvatore Magarò e l'assessore all’Agricoltura della Regione Calabria Michele Trematerra: «Oramai è chiaro a tutti – hanno aggiunto – che la 'ndrangheta riguarda tutti noi indistintamente, e che la partita o la giochiamo assieme o rischiamo di perderla tutti. Se la parte migliore del Paese e la parte migliore della Calabria stringono un patto, meglio se su un campo di calcio, la criminalità organizzata può essere sconfitta».
Il riferimento di Magarò e Trematerra è alla decisione, considerata «eccellente ed in grado di accendere i riflettori del Paese su un fenomeno che se lasciato nel cono d’ombra rischia di provocare danni incalcolabili», assunta dall’associazione Libera di don Ciotti e dal ct della Nazionale Prandelli.
«L'idea di mettere in campo contro la criminalità organizzata gli Azzurri è straordinaria. Si dà così un segnale fortissimo alla cultura della legalità diffusa in Calabria a non perdere la speranza ed a credere nella possibilità di fare rete», hanno aggiunto Magarò e Trematerra. I due, infine, hanno fatto il punto su un’ipotesi di lavoro alla quale stanno lavorando congiuntamente: superare presto le difficoltà oggettive che impediscono, di fatto, alle cooperative sociali di partecipare ai bandi del Psr (Piano di sviluppo rurale).

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?