Salta al contenuto principale

Corse alle nomine al San Carlo.
Speranza spinge Maroscia

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 17 secondi

POTENZA - Mimmo Maroscia e Roberto Speranza. Un rapporto politico che si è cementato durante la sfida congressuale per la segreteria regionale del Partito democratico di Basilicata. Era l’estate 2009. Speranza rappresentava l’outsider. Davanti (almeno rispetto ai pronostici iniziali) aveva il segretario regionale uscente, Erminio Restaino e l’ex parlamentare Ds (oggi sindaco di Matera), Salvatore Adduce. Poi le cose nelle settimane di confronti e presentazione dei programmi cambiarono. Speranza rappresentò l’innovazione forte dell’entusiasmo dei giovani e con il supporto di Vincenzo Folino, Filippo Bubbico, Piero Lacorazza e Ignazio Petrone sbancò la concorrenza. Certo la squadra che lo sosteneva era di primo’ordine, ma gli avversari non erano da meno. Alle Primarie, Speranza arrivò primo, ma senza la maggioranza necessaria. Furono indispensabili accordi con gli altri. Ma alla fine il più giovane dei tre fu incoronato leader del Partito democratico lucano. Furono settimane di passione. Speranza girò la Basilicata. Mai da solo. Spesso al suo fianco c’era Mimmo Maroscia. A Potenza sempre. In provincia spesso. Poi lo stesso Maroscia è diventato il responsabile regionale del Forum tematico (i luoghi di discussione di partito per approfondire tutti i temi sensibili dell’economia e della società lucana voluti fortemente da Speranza segretario) sul Welfare e sulla Sanità. In questa veste ha discusso del nuovo Piano sanitario regionale con l’assessore al ramo, Attilio Martorano e con i big del Pd.
I tempi però non erano ancora “sospetti”, si parlava di programmi e priorità del sistema sanitario regionale con le riforme necessarie. Non era ancora iniziata la partita per il rinnovo del direttore generale dell’ospedale regionale di Potenza, San Carlo. E Maroscia non è certo partito tra i favori per quella postazione. Anzi. Ma poi il dibattito pubblico, le voci, le indiscrezioni e soprattutto le candidature “eccellenti” hanno fatto individuare due favoriti su tutti gli altri: l’ex direttore del San Carlo Michele Cannizzaro e l’attuale direttore del Crob di Rionero Rocco Maglietta. Ma mentre l’opinione pubblica si concentrava su questi nomi, a fari spenti, sono salite vertiginosamente le quotazioni di Mimmo Maroscia. Tanto più che a spingere per l’ex direttore sanitario di Lagonegro (1989 - 1994) ed ex consigliere regionale (1995 - 2000) c’è proprio il segretario del Pd, Roberto Speranza. Ma ci sono delle “perplessità”. Quelle di molti big del Partito democratico e dei piani “alti” del Palazzo della Regione. L’operazione Maroscia non sarebbe gradita ai “colonnelli” per 2 motivi. Il primo è quello di chi sostiene che da Speranza ci si attende una maggiore “spinta” innovatrice. Il secondo è che negli equilibri del Pd la nomina di un fedelissimo di Speranza, all’ospedale lucano più importante, rappresenterebbe una sorta di “dichiarazione” per il futu-risiko dello scacchiere politico della Basilicata. Candidatura al Parlamento e alla Regione comprese.

Salvatore Santoro

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?