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Cosenza, un tesoro antico nascosto in casa
di un indagato nell'inchiesta "Orchi"

Basilicata

Dagli appartamenti di un indagato per gli abusi su un disabile spuntano vasi, dipinti e un reliquiario con reliquia. Durante una perquisizione trovati reperti che vanno dall’VIII secolo a.C. al 1700

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I carabinieri della Compagnia di Cosenza hanno scoperto in due abitazioni del 64enne Eugenio De Cicco, di Montalto Uffugo, arrestato tre mesi fa nell’ambito dell’inchiesta “Orchi” su presunti abusi sessuali su un disabile mentale un vero e proprio tesoretto. Nelle due case nel centro di Cosenza e a Carolei, alle porte della città dei Bruzi, durante le perquisizioni disposte dal pm Tridico per cercare un cd con foto per l’inchiesta sulle violenze sessuali (poi trovato), sono venuti fuori reperti archeologici risalgono all’VIII secolo avanti Cristo, ma anche di dipinti e oggetti religiosi del 1700.
Tra i pezzi scoperti dai carabinieri, anche un reliquiario in legno con all’interno una reliquia, un frammento osseo con sopra impressa una piccola scritta “s. severe” e altre lettere illeggibili. Una reliquia di cui non si conosce la provenienza e sulla quale ora sono in corso indagini da parte del Nucleo tutela patrimonio artistico della Calabria, diretto dal capitano Raffaele Giovinazzo. Per De Cicco sono scattate le accuse di ricettazione e di impossessamento illecito di beni archeologici. Lungo e di valore l’elenco dei reperti rinvenuti.

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