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Operazione "Panama 2005", la cosca Piromalli-Molè
gestiva un traffico internazionale di droga

Basilicata

Operazione delle fiamme gialle per l’esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga

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Un traffico internazionale di droga, gestito da affiliati alla cosca Piromalli-Molè di Gioia Tauro, ramificata oltre che in diverse regioni italiane anche in Turchia, Germania, Olanda, Venezuela e Colombia.
L’holding criminale dedita al traffico internazionale di droga è stata disarticolata stamani dalla guardia di finanza. Dopo tre anni di indagini, i finanzieri del Gico di Catanzaro in collaborazione con il Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) di Roma e con l’ausilio di reparti del comando provinciale di Reggio Calabria, hanno portato a termine l’operazione «Panama 2005» arrestando 16 persone su disposizione del gip di Reggio Domenico Santoro, su richiesta della Dda. Contestualmente, la polizia di Norimberga, in collaborazione con il Gico, sta cercando, grazie ad un mandato di cattura internazionale, due componenti l’organizzazione originari di Ceglie Messapica (Brindisi) ed emigrati da tempo nella città tedesca di Augsburg, dove gestivano alcune attività commerciali.
Le indagini, coordinate dal procuratore procuratore Giuseppe Pignatone, dall’aggiunto Michele Prestipino Giarritta e dal pm Roberto Placido Di Palma e dalla Dna, hanno permesso di accertare che al vertice del gruppo c'era Michele Ringo Albanese, di 45 anni, latitante all’epoca dei fatti contestati e già noto agli inquirenti per il suo coinvolgimento in altre operazioni antidroga, il quale, grazie ai contatti diretti con esponenti di spicco dei cartelli colombiani, riusciva a importare grossi quantitativi di droga da destinare, di volta in volta, al mercato italiano. Albanese, secondo l’accusa, poteva fare affidamento su sodali pronti a raggiungerlo in Colombia o in Venezuela quanto in Germania per prendere contatti diretti con i fornitori e predisporre le basi logistiche per accogliere l'arrivo delle partite di droga. La cocaina, in particolare, arrivava in Europa nascosta in carichi di frutti esotici, sistemata nelle intercapedini ricavate dal cartone delle scatole di banane.
Una volta giunta in Europa, soprattutto attraverso il porto di Rotterdam, la droga veniva trasferita verso la Germania e l'Italia tramite ignari operatori economici olandesi. Nel corso delle indagini, i finanzieri hanno arrestato Albanese in Germania, il 16 ottobre 2006. Nel corso della stessa operazione, i finanzieri trovarono anche il bunker utilizzato da Albanese per la sua latitanza. Il rifugio era stato realizzato nella villa dell’uomo a Rosarno.
I finanzieri, nel corso delle indagini, hanno anche sequestrato 28 chili di cocaina purissima per un valore di oltre 6 milioni di euro avvenuto a Rosarno l’11 settembre 2006. Complessivamente la droga sequestrata ammonta a 30 chili.
Le ordinanze di custodia cautelare eseguite sono 16 sulle 18 emesse. In manette sono finiti Michele Ringo Albanese, di 45 anni, residente a Rosarno; Stefano Bertoni (34), residente a Roma; Giovanna Calciano (49) residente a Canosa di Puglia (Bari); Rocco Careri (33), residente a Rizziconi; Vincenzo Careri (52), residente a Rosarno; Marco Facchineri (28), residente a Latina, posto agli arresti domiciliari; Renato Fontaine (56), residente a Marano (Napoli); Giuseppe La Versa (68), residente a Peschiera del Garda (Verona); Antonio Maiuri (63), residente a Vibo Valentia; Sebastiano Mangò (40), residente a Rosarno; Francesco Marafioti (47), residente ad Oppido Mamertina; Gaetano Maugeri, alias “marco», (43), residente a Granarolo dell’Emilia (Bologna); Agostino Napoli (33), residente a Sommacampagna (Verona); Erika Napoli (36), residente a Bussolengo (Verona); Saverio Palumbo (46), residente a Canosa di Puglia (Bari); Francesco Reitano (44), residente a Rosarno; Francesco Urso (64) e Antonio Urso (40), originari di Ceglie Messapica (Brindisi) ma residenti in Germania.

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