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Il ciclo rifiuti in Calabria
diventa un caso nazionale

Basilicata

A Montecitorio il dibattito sull’ufficio del commissario, ma per ora non ci sono provvedimenti ad hoc. Approvata la relazione shock della Bicamerale, si attendono risposte dai ministri

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Il Governo nazionale si è impegnato a intervenire per risolvere il pasticcio dell’ufficio per l’emergenza ambientale in Calabria. Ieri la Camera ha approvato all’unanimità la relazione scritta dalla commissione Bicamerale sul ciclo dei rifiuti in Calabria anche se i componenti del Governo alcun provvedimento operativo o risolutivo per la Calabria. La relazione – già approvata all’unanimità da deputati e senatori nella commissione che è presieduta dal parlamentare del Pdl, l’avvocato Gaetano Pecorella – fotografa un quadro di abnormi inefficienze e di imminente pericolo ambientale per la Calabria. In particolare, l’attenzione dei parlamentari sia di destra che di sinistra si è concentrata sul funzionamento del ciclo dei rifiuti nella regione. E dopo due anni di indagini sul campo e audizioni in commissione dei più alti rappresentanti istituzionali calabresi, di praticamente tutti i commissari (e quindi presidenti di Regioni, prefetti e militari), di esponenti della magistratura, delle associazioni ambientaliste, di istituti di ricerca, il quadro che è emerso è quello di un totale degrado piegato a fini clientelari e affidato alla cattiva amministrazione/politica. La Commissione d’inchiesta ha esaminato le problematiche connesse al ciclo dei rifiuti in ciascuna provincia calabrese, soffermandosi sia sulla gestione dei rifiuti da parte delle autorità locali, sia sul fenomeno delle infiltrazioni criminali. Da questo quadro di fondo è partito il confronto parlamentare, aperto dalla relazione introduttica del presidente Pecorella, affiancato dal vice, il parlamentare del Pd, Alessandro Bratti. Il passaggio in aula, ieri mattina, dedicato alla Calabria, in realtà, è stato molto breve, dal momento che la discussione si era esaurita il giorno prima, quando al dibattito parlamentare hanno preso la parola buona parte dei deputati calabresi. Tutti, tranne quelli del Pdl, che hanno abbandonato i lavori – insieme ai colleghi della Lega Nord – subito dopo il voto do fiducia. Nel corso dei vari interventi – da Mario Tassone (Udc) a Nicodemo Oliverio, Franco Laratta, Maria Grazia Laganà e Doris Lo Moro (Pd) ad Angela Napoli (Fli) – in tanti hanno puntato l’indice contro le assenze del Pdl, in particolare quelle della pattuglia calabrese. Su tutto, il filo rosso – nella voce dei parlamentari calabresi – è quello di superare al più presto il commissariamento, e chiarire tutti e i numerosi aspetti di illegalità, connivenze e abusi figli dell’ufficio del commissario. Il Pd, attraverso Laratta, ha annunciato che a breve, agli inizi di luglio, il partito organizzerà in Calabria un grande avvenimento politico e di approfondimento sul tema dei rifiuti e della tutela dell’ambiente.

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