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Locri, il processo per il delitto
Fortugno da rivedere

Basilicata

Un'informativa della questura di Reggio Calabria, sarebbe stata omessa e non aggiunta al fascicolo

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Gli avvocati Eugenio Minniti e Rosario Scarfò, legali di fiducia di Domenico Audino e Salvatore Ritorto, entrambi condannati all’ergastolo in appello insieme ad Alessandro e Giuseppe Marcianò, ritenuti i mandanti dell’omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale delle Calabria Francesco Fortugno avvenuto a Locri il 16 ottobre del 2005, ritengono che sulla vicenda esistano nuovi e importanti scenari legati alla presenza di una informativa della questura di Reggio Calabria, depositata il primo dicembre del 2005, non aggiunta però al fascicolo processuale relativo all’omicidio Fortugno.
I legali annunciano che questo nuovo documento verrà introdotto nel procedimento di legittimità davanti alla Corte Suprema di Cassazione. Tale informativa si riferisce ad alcuni dialoghi intercettati tre giorni prima dell’omicidio tra il boss Mico Libri e alcuni suoi sodali in cui appunto si parla di Franco Fortugno. Nell’informativa, riferiscono gli avvocati, c'è un’intercettazione in cui gli affiliati dicono al boss: 'se l’è dimenticato, compare Fortugno'.
Don Mico risponde: 'A lui ammazzano. Una sola cosa vi dico: dovete stare attenti che non succeda qualche cazzata, per il resto fate quel che volete'.
Per i legali di Audino e Ritorto si tratta di un elemento nuovo presente in altro procedimento. «Noi la inseriremo come documento nel giudizio di legittimità – ribadiscono – se la Cassazione non ne terrà conto faremo richiesta di revisione del processo». E anticipano che hanno già effettuato la richiesta per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta «che possa servire a fare chiarezza su tutti gli aspetti procedurali della vicenda».

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