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La lettera di Padre Fedele Bisceglia
in vista della sentenza

Basilicata

E' attesa per il 6 luglio la sentenza di condanna per il processo che vede imputato Padre Fedele Bisceglia e il suo segretario, Antonello Gaudio, per violenza sessuale ai danni di una suora dell'Oasi

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A pochi giorni dalla sentenza Padre Fedele Bisceglia ha letto in aula una lettera ieri, nell’ennesima udienza del processo che lo vede imputato per presunte violenze sessuali ad una suora: «Siamo al capolinea: sono trascorsi 5 anni, 5 mesi e sette giorni da quell'indimenticabile 23 gennaio 2006 quando sono stato preso e portato in carcere per un delitto, 5 stupri, mai pensato. Sono innocente».
L’attesa sentenza dovrebbe essere letta mercoledì 6 luglio e intanto ieri si sono svolte le arringhe degli avvocati difensori di Padre Fedele, in un’udienza che si è protratta fino a sera. Si punta sul fatto che non esiste nessuna delle prove annunciate nella prima fase del procedimento. Padre Fedele nella sua lettera ricorda come si sia impegnato nelle operazioni di polizia a favore dei bambini e dei diseredati e chiede ai suoi ormai suoi ex superiori di dire la verità, invitando ancora una volta la suora «alla conversione». «Sono sicuro che questo spettabile consiglio mi dichiarerà innocente, ma non mi basta: voglio la conversione delle mie consorelle e dei miei confratelli», dice Padre Fedele. Che chiude con un appello all’Arcivescovo di Cosenza, monsignor Salvatore Nunnari. «Caro Padre Pastore, è la tua ora: se è vero, come è vero, che tu sai che sono innocente, oggi stesso, appena sentirai questa mia povera ma decisa voce, alza la cornetta del telefono e fai il resto, come lo sai fare tu».

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