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Strage a Montalto, Cino racconta tutto al Gip

Basilicata

L’assassino al giudice parla di provocazioni subite la mattina degli agguati. La furia omicida perché l’ex nuora non lasciava la casa anche se non vi abitava

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Ha raccontato tutto al Gip, Francesco Beniamino Cino, autore dell’omicidio avvenuto mercoledì mattina a San Vincenzo La Costa, di Francesco Cariati e della moglie Anna Greco (nella foto), i genitori della nuora che era separata da suo figlio e che, stando ai suoi racconti, occupava la casa coniugale ma senza abitarci. Una situazione che ha generato la rabbia di Cino che da tempo aveva dissidi con l’ex nuora, Teresa Cariati. Cino ha fornito la sua versione ieri al giudice per le indagini preliminari di Cosenza, Livio Cristofaro. L’uomo è stato interrogato alla presenza del pm Donatella Donato e dei propri avvocati Ubaldo e Marlon Lepera. Cino, dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere alle domande dei carabinieri di Rende, questa volta ha parlato; in particolare delle liti con l’ex nuora, a causa di quella casa da lui regalata al figlio e che, dopo la separazione della coppia, è stata assegnata, insieme alla custodia dei figli, alla donna. L’uomo ha detto di aver chiesto più volte di restituire l’appartamento. Secondo quanto riferito al gip, alla base della richiesta c’era il trasferimento della stessa, con i figli, dai genitori nella vicina San Vincenzo La Costa. Secondo Cino l’ex nuora si sarebbe recata nell’appartamento solo per poche ore, o una volta ogni tanto. In più l’uomo ha riferito di aver sparato contro la giovane dopo una sua provocazione e al culmine di una lite. A quel punto, ha ricostruito l’arrestato davanti al giudice, ha perso la testa e ha estratto la pistola, un vecchio revolver calibro 8 che portava con sè dopo aver subito un furto sul lavoro. E ha sparato. Poi la seconda parte della sfuriata omicida. Si è recato dai consuoceri, rei secondo lui di aver contribuito alla questa situazione, e ha sparato ancora. Gli avvocati dell’assassino alla fine hanno chiesto una misura alternativa al carcere, perché non esisterebbero le esigenze cautelari e perché l’uomo è affetto da un grave male. Da anni, inoltre, soffre di disturbi tanto da costringerlo a curarsi da uno psichiatra. Il gip Cristofaro si è riservato la decisione. Intanto ieri è stata eseguita l’autopsia disposta dalla Procura di Cosenza sui corpi di Anna Greco a Franco Cariati. L’esame autoptico è stato eseguito dai medici legali scelti dal procuratore capo Dario Granieri, Vercillo e Cavalcanti. All’autopsia ha assistito anche uno dei legali rappresentante dei familiari delle vittime, l’avvocato Alberto Rossi (i familiari sono assistiti anche dall’avvocato Marcello Manna). Non sono stati invece nominati periti di parte. Dai risultati dell’autopsia, da consegnare entro 90 giorni, comunque, non sono attese novità rilevanti vista la definizione dell’intera vicenda. I due coniugi sono stati raggiunti da due pallottole calibro 8 a testa. Due colpi che hanno ucciso all’istante Franco Cariati, e ferito gravemente la donna, poi deceduto all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Oggi alle 17,30 si celebreranno i funerali di Franco Cariati e Anna Greco, nella chiesa di San Sisto dei Valdesi alla chiesa di San Michele Arcangelo.

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