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Crotone, sbaglia la consegna di un ordigno
arrestato per estorsione

Basilicata

Una vicenda bizzarra quella capitata a Massimo Caloiro che, avendo sbagliato indirizzo, ha consegnato un ordigno esplosivo per un’estorsione, a casa di un carabiniere, ed è finito in manette

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Sbaglia indirizzo e consegna un ordigno esplosivo a scopo di estorsione ad un carabiniere e così viene identificato e arrestato. Il protagonista è un uomo di 36 anni, Massimo Caloiro (nel riquadro), venditore ambulante, già noto alle forze dell’ordine. Ad arrestarlo per estorsione i Carabinieri della Compagnia di Crotone, diretti dal capitano Domenico Dente.
L’uomo, per vari mesi ha inviato lettere minatorie con finalità estorsive alle sue vittime. L’indagine è partita nel febbraio di quest’anno, quando un finto ordigno esplosivo è stato rinvenuto all’interno della cassetta postale privata di un Carabiniere di Isola di Capo Rizzuto (Kr), in località Le Castella.
Il rinvenimento sospetto ha richiesto inizialmente l'intervento di unità specialistiche dell’Arma del Comando Provinciale di Catanzaro, che hanno immediatamente posto in sicurezza l’area e che hanno riscontrato che il pacco, che esternamente sembrava un vero e proprio ordigno artigianale, risultava essere inoffensivo, nonostante fosse confezionato in modo professionale. Gli investigatori, diretti dal Capitano Antonio Patruno, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Crotone, hanno ricostruito i retroscena della singolare. Subito era infatti emerso che l’ordigno non era indirizzato al militare, ma ad un’altra persona, residente nelle vicinanze dell’abitazione del Carabiniere.
iusciti ad individuare con certezza il destinatario della missiva minatoria, gli investigatori hanno scoperto che la vittima in passato aveva subito intimidazioni, ricevendo anche delle missive con all’interno dei proiettili; fatti che, però, per paura, non aveva mai denunciato. Dalle indagini è emerso infatti che il Caloiro, imbarcato fittiziamente a bordo di un motopeschereccio ormeggiato nel porto di Le Castella dal 2009 al 2010, non solo non si era mai presentato al lavoro, percependo fraudolentemente gli assegni assistenziali previsti, ma aveva anche minacciato in più occasioni il proprietario della nave affinchè gli consegnasse indebitamente una somma di denaro quantificabile in 1.500 euro. A seguito delle sue minacce l'uomo era riuscito a farsi consegnare già una somma di 500 euro, continuando la sua azione intimidatoria anche dopo il rinvenimento dell’ordigno. Infatti, nonostante le indagini, l'uomo proseguiva la sua attività intimidatoria cercando di inviare una nuova missiva, con all’interno alcuni proiettili, intercettata dai Carabinieri presso il centro smistamento postale di Lamezia Terme (CZ).
Oltre a Caloiro è stata denunciata a piede libero un’altra persona, M. G., che all’epoca dei fatti avrebbe prima fatto assumere Caloiro fittiziamente e dopo avrebbe consentito allo stesso di ricevere indebitamente dall’Inps somme non dovute. Nel corso della perquisizione effettuata in casa dell’estortore, i militari della Compagnia hanno rinvenuto due panetti avvolti nel cellophane e legati con nastro adesivo fra loro, del peso complessivo di 740 grammi, con etichetta riportante la dicitura: «Esplosivo C4». successivamente gli artificieri della Legione Carabinieri «Calabria» hanno appurato che si trattava di sostanza inerte. Caloiro dovrà rispondere,di fronte al G.I.P. Paolo DE LUCA ed al Procuratore Raffaele Mazzotta, che ha diretto le indagini, dei reati di estorsione aggravata e tentata estorsione.

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