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Elisa e le altre.
Si torna sull'assassinio di Oki

Basilicata

In Inghilterra, la commissione che revisiona i processi acquisisce i documenti sulla colpevolezza di Danilo. «Restivo ammazzò la sarta». E si torna sull’assassinio della ragazza coreana

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ADESSO che Danilo Restivo, unico indagato per l’omicidio di Elisa Claps, è stato condannato dalla giustizia britannica per l’assassinio della sarta Heather Barnett, anche altri spiragli sembrano aprirsi nelle vicende a cui, in un modo o nell’altro, il ragazzo è stato legato. La commissione britannica per la revisione dei casi giudiziari penali ha chiesto, infatti, di acquisire gli atti del processo contro Danilo Restivo che si è concluso con la sua condanna. La commissione, che ha il potere di chiedere alla corte d’Appello la riapertura di un processo, vuole accertare affinità con l’assassinio della studentessa sudcoreana Jong Ok (nota come Oki) Shin (in foto), lasciata in una strada di Bournemouth dopo esser stata accoltellata alla schiena e che è poi è morta in ospedale. Per l’assassinio è stato condannato Omar Benguit, un tossicodipendente che si è sempre proclamato innocente. Secondo il Times di Londra, vicino al corpo della ragazza sudcoreana, venuta in Gran Bretagna per imparare l’inglese, furono trovati capelli. Particolare che più volte è stato accostato alla triste fine della sarta Heather Burnett, trovata nella sua casa di Bournemouth, con alcune ciocche di capelli tagliati. Anche ad Elisa, la ragazza potentina uccisa il 12 settembre del 1993, ma il cui corpo martoriato è stato trovato nel sottotetto della chiesa della Trinità, a Potenza, solo il 17 marzo 2010, erano stati tagliati i capelli. Restivo, durante la recente residenza inglese, abitava vicino al luogo dove la studentessa è stata trovata moribonda. Secondo quanto pubblicato dal Times, i dubbi su Restivo sono riemersi dopo che la scorsa settimana l’italiano è stato condannato all’ergastolo in un tribunale di Winchester per l’assassinio Barnett, anche se è dall’anno scorso che la Criminal Cases Review Commission ha in mano il dossier Oki in seguito a un’istanza dell’avvocato Giovanni di Stefano, consigliere legale di Benguit. Secondo di Stefano, Restivo avrebbe tentato di tagliare i capelli della ragazza che rientrava a casa da un nightclub nel cuore della notte: Oki avrebbe gridato e l’italiano, usando le forbici, l’avrebbe accoltellata alla schiena.

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