Salta al contenuto principale

La Dieta come cultura mediterranea

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 54 secondi

Il 3° marchio più noto al mondo, dopo la Cola Cola e la Visa, è il Made in Italy, di cui la dieta mediterranea è componente essenziale. Non c’è altro Paese al mondo che possa vantare una tale eccellenza in fatto di cibo. Detto ciò si comprende come il progetto di ricerca e valorizzazione dei prodotti tipici locali, voluto dalla Camera di Commercio di Matera e dall’azienda speciale Cesp, sia di grande valore e di grande lungimiranza. L’iniziativa tesa a valorizzare la dieta mediterranea come patrimonio è stata illustrata ieri a Roma presso la sede dell’Unioncamere, dal Presidente della Camera di Commercio di Matera, Angelo Tortorelli, dal segretario generale Federico Sisti, e dal direttore operativo del Cesp Vito Signati. L’incontro romano segna un’altra tappa di un lavoro avviato nel 2009, ma che andrà avanti a lungo, perché gli organizzatori sono concordi nel definire il progetto lucano un prototipo che deve fare da volano ad altre e più ampie iniziative. E’ già nato un paternariato con le camere di commercio di altre regioni italiane, tutte notoriamente depositarie delle tradizioni e della cultura gastronomica del nostro paese. Valorizzare la dieta mediterranea, vuol dire anche esaltare quei territori da cui originano i prodotti che la compongono, ma anche farne un veicolo di storia, di cultura, di tradizioni, ed anche un motore di sviluppo economico e turistico. Nell’occasione è stato presentato anche un Cd, si tratta di una video testimonianza di antichi saperi, in Lucania ancora custoditi e vivi nelle case e nelle famiglie. Al Presidente della camera di commercio di Matera, Angelo Tortorelli, chiediamo come nasce questa iniziativa, e perché Matera se ne fa promotrice. “Il tutto”, dice Tortorelli “nasce il 16 novembre del 2010 quando la dieta Mediterranea, a Nairobi è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco. Abbinare questa iniziativa a Matera, città patrimonio dell’Unesco, è stato facile. Abbiamo lavorato tanto, perché questo progetto da immaginario diventasse reale. Quello di oggi, è un incontro per presentare una parte di un itinerario che vuole essere assai più ampio. Oggi è solo l’inizio, perché il progetto Matera ha l’ambizione di candidare questa iniziativa a livello nazionale, proprio perché non solo il Sud, non solo Matera, ma tutto il territorio nazionale è ricco di cibi e prodotti tipici che vanno tutelati e valorizzati. Sono già 31 le camere di commercio che hanno esternato la loro disponibilità a questo progetto. Contiamo di averne molte di più, e credo sarà semplice, perché quando si parla di tutto ciò che ha a che fare con la qualità della nostra vita, i consensi sono forti. Dunque, il cibo che diventa storia e cultura? E’ parte della storia del nostro territorio, è momento di grande aggregazione e della cultura dello stare insieme. A tavola, si offriva il cibo migliore all’ospite migliore. Avete prodotto anche un cd per illustrare visivamente, i piatti forti della tradizione mediterranea… Si tratta di testimonianze dirette sulla tradizione gastronomica locale, che consentono di aprire quegli “Archivi della Memoria’’ e di riscoprire i piatti tipici e le tradizioni del territorio. Presente all’incontro anche il direttore di Rai Basilicata, Fausto Taverniti, che ha definito lodevole l’iniziativa, ed ha aggiunto: “Il progetto di cui la camera di commercio di Matera è capofila, attraverso anche la meritoria costituzione di un Centro Studi Internazionale, aprirà verso nuovi orizzonti. Ai Media ed in particolare alla Rai va il compito di contribuire alla diffusione culturale e negli stili di vita, di un patrimonio legato a tradizioni millenarie, che giustamente oggi assurgono a modello”.

Luigina Dinnella

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?