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Tratta di immigrati, 18 arresti
gli sbarchi anche a Crotone

Basilicata

L'operazione denominata "Ropax" ha consentito di scoprire un'organizzazione criminale dedita alla tratta di esseri umani

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Gli agenti della Squadra Mobile di Lecce in collaborazione con le Squadre Mobili di Bologna, Ravenna, Milano, Roma, Bari, Brescia, Bergamo e Cremona hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare in carcere, richieste dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso Direzione Distrettuale Antimafia Cataldi ed emesse dal gip del Tribunale di Lecce Lariccia. Le misure cautelari sono a carico di altrettanti extracomunitari di nazionalità afghana, pakistana, indiana e rumena, responsabili di partecipazione ad un'associazione a delinquere finalizzata all’ingresso ed alla permanenza nel territorio dello Stato di cittadini non appartenenti all’Unione Europea. A tutti gli indagati è stata contestata l’aggravante ad effetto speciale della partecipazione ad una associazione per delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L'indagine è stata avviata il 30 agosto 2010, quando la Squadra Mobile di Lecce arrestò in flagranza di reato, tre cittadini georgiani ritenuti responsabili del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per aver favorito l’ingresso in Italia di clandestini di diversa nazionalità, fatti sbarcare, a bordo di un motoveliero battente bandiera statunitense, sulle coste salentine. Secondo l'accusa gli indagati, ognuno a vario titolo, radunavano i migranti in Turchia ed organizzavano il viaggio in Italia, dove gli extracomunitari venivano fatti sbarcare nelle province di Lecce e di Crotone da barche a vela provenienti dalla Turchia o da gommone provenienti dalla Grecia. Gli extracomunitari venivano successivamente trasferiti a Crema, a Madignano ed a Covo dove occupavano alcuni immobili in attesa di essere trasportati in altri paesi del Nord Europa.
Gli immigrati che si affidavano all’organizzazione per raggiungere le coste italiane sborsavano dai mille ai duemila euro a persona e il pagamento avveniva attraverso gli uffici di 'money transfer', i cosiddetti 'Sarafi'. In sostanza, gli uffici di 'money transfer' dei vari Paesi del Medio Oriente da cui provenivano gli immigrati ricevevano il denaro fornendo un codice. Il versamento dei soldi all’organizzazione avveniva solo a sbarco effettuato, comunicando al componente dell’organizzazione che operava in Italia il numero di codice del versamento.
L’indagine della Squadra mobile di Lecce è stata avviata dopo lo sbarco, il 30 agosto 2010 in località Porto Selvaggio, di una trentina di immigrati provenienti dal Medio Oriente (soprattutto afghani, pakistani e indiani). I migranti arrivarono sulla costa salentina a bordo di un motoveliero battente bandiera statunitense e la polizia arrestò tre scafisti georgiani. Dalle indagini è emerso che i trafficanti radunavano gli immigrati in Turchia, per poi spostarsi in Grecia e quindi, utilizzando barche, velieri o gommoni, trasferivano gli extracomunitari in Italia, facendoli sbarcare sulle coste di Lecce o di Crotone, in Calabria.
Gli immigrati venivano successivamente trasferiti a Cremona, Madignano (Cremona) e Covo (Bergamo), dove occupavano alcuni immobili in attesa di venire trasportati in Paesi del Nord Europa (Germania, Danimarca, Svizzera, Svezia, Inghilterra). Nel corso delle indagini sono stati arrestati alcuni conducenti dei mezzi utilizzati per il trasferimento degli immigrati verso il nord Europa, bloccati dalla polizia italiana, francese, tedesca e austriaca.

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