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Tentarono di "estorcere" una assunzione. Condannate due persone

Basilicata

Quattro anni e 8 mesi e tre anni e 8 mesi. Queste le condanne per Mario Attanasio e Natale Alessio ritenuti colpevoli estorsione aggravata per aver tentato di estorcere una assunzione

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Due persone Mario Attanasio, di 39 anni, e Natale Alessio, di 37 sono state condannate dal tribunale di Paola rispettivamente a quattro anni e 8 mesi e a tre anni e 8 mesi di reclusione per tentata estorsione aggravata dai metodi mafiosi. I due, imprenditore il primo e operaio il secondo, imparentati con il clan locale dei Serpa, sono accusati di avere tentato di estorcere l’assunzione di Alessio da parte della società Ecologia oggi di Lamezia Terme che si occupa della raccolta dei rifiuti a Paola e in altri comuni della zona tirrenica cosentina e che si è costituita parte civile. I fatti si riferiscono al 2009 quando la società ottenne l'appalto del servizio. Ecologia Oggi assorbì tutti i dipendenti di una precedente società meno Alessio che aveva precedenti penali. L’operaio, dinanzi al diniego, avrebbe chiesto aiuto ad Attanasio per ottenere l’assunzione e questi avrebbe «contattato» i vertici locali della nuova società. I responsabili di Ecologia Oggi per tutta risposta denunciarono l'intimidazione subita agli agenti del commissariato di Polizia di Paola. A distanza di tempo Attanasio, viste le difficoltà incontrate per raggiungere lo scopo, assieme ad altre tre persone bloccò un mezzo della società e ribadì la richiesta ai responsabili locali dell’azienda. Le indagini, avviate dalla procura ordinaria passarono alla Dda di Catanzaro e le informative dei poliziotti di Paola, nel giugno dello scorso anno, consentirono alla distrettuale di ottenere l’arresto per Attanasio e Alessio che ieri sono stati condannati in primo grado. «Come azienda – ha detto il presidente di Ecologia Oggi, Eugenio Guarascio commentando l’esito del processo di primo grado – abbiamo deciso, con questo atto concreto e anche coraggioso, di percorrere la strada della denuncia. Non c'è altra strada da seguire, tanto più in un settore delicato come quello nel quale operiamo, se si vuole combattere il malaffare e creare condizioni di vero sviluppo. Un plauso va alle forze dell’ordine, alla magistratura locale e alla Dda di Catanzaro che hanno raggiunto in tempi rapidi un risultato importante e significativo, il tutto nell’assoluta solitudine in cui siamo stati lasciati dalle istituzioni locali».

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