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Potenza '84, fine della corsa?
Ma c'è chi pensa che sia un grande bluff

Basilicata

Il presidente dimissionario Petrullo dichiara "non ce l'abbiamo fatta", ma gli altri dirigenti non ne sanno nulla. La città si interroga, in attesa della Fip

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di Pietro Scognamiglio

E’ davvero finito il basket che conta al palaPergola? Ce lo chiediamo, dubbiosi, con cognizione di causa. Perché ragionare con Francesco Petrullo - presidente dimissionario della Potenza ’84 - non è poi così semplice. Fa il sibillino su Facebook (alle 15.24 di martedì scrive sul suo profilo "fatto!!!"), alla vigilia dell’iscrizione risponde alle sollecitazioni di un nostro cronista dichiarando "la cosa non vi riguarda", poi si fa ripetutamente corteggiare a telefono nelle ore più calde per liquidare gli interlocutori con un sintetico "non ce l’ho fatta". E tutti danno la Potenza ’84 per morta, compresi gli organi d’informazione, l’assessore allo sport Ginefra e il presidente regionale della Fip Liguori. Senza che però nessuno di loro abbia avuto un riscontro ufficiale.

Da qualche giorno l’opinione pubblica cittadina ragiona partendo da quello che si ritiene un dato di fatto: Petrullo ha dichiarato di non aver iscritto la squadra entro il termine di martedì 5 luglio. In rete si è scatenato il finimondo. Addetti ai lavori dall’insindacabile passione come Gianfranco Pace e Antonio Nicastro hanno stimolato un dibattito a tratti aspro nei toni, in cui però molti hanno manifestato perplessità. Nella sua nota dal titolo più che mai significativo ("Qualcuno sa dirci il perché?") pubblicata ieri sul nostro giornale proprio Pace, allenatore di riferimento della società satellite Timberwolves, si chiede: "Perché nessuno ha lanciato un Sos?". Dubbio legittimo, perché prima di ragionare sull’assenza delle istituzioni cittadine, va anche detto che dalla Potenza ’84 mai si è sentito dire "siamo in difficoltà, chiediamo una mano". Orgoglio ottuso fino all’esasperazione, o solo strategia?
Petrullo, ricordiamo, è un presidente dimissionario, almeno stando all’ultimo comunicato stampa diffuso dalla società. Su questa storia abbiamo interpellato altri importanti dirigenti (Petrone, Blasone, Lamorte) che però sostengono di non saperne nulla, perché l’incombenza dell’eventuale iscrizione era in mano solo e soltanto al dimissionario (ma comunque plenipotenziario?) Petrullo. Un presidente che di fatto non dovrebbe essere più presidente, ma pare abbia ancora tutto in mano. In ogni caso, neanche una riga di comunicato ufficiale su una questione - sportivamente parlando - di vita o di morte. Caso unico in Italia, perché le altre società sparite dalla circolazione, e sono tante, hanno ampiamente esplicitato la loro difficoltà, anche per ottenere commiserazione e accampare scusanti di ogni genere. Almeno sul piano mediatico.

Ragionando in pura teoria, ci sarebbero tutte le condizioni per un grande bluff. Se infatti il termine per inoltrare il bonifico era tassativo, l’ufficialità di iscrizioni e esclusioni da parte della federazione arriverà solo nei prossimi giorni (si pensa tra lunedì 11 e martedì 12), quando gli uffici romani della Fip avranno ultimato le verifiche sulla posizione di ciascuna società. Per farla breve: ad oggi c’è la Potenza ’84 che parla attraverso il presidente dimissionario - quindi formalmente depotenziato - e dice di non essersi iscritta, con tutti gli altri dirigenti che sostengono di essere all’oscuro di tutto.
Ma solo Petrullo (uno che dice ai giornalisti "l’iscrizione non è una cosa che vi riguarda") sa se il bonifico è stato realmente inoltrato alla Fip. In sostanza: fin quando non arriveranno le conferme federali sulle società ammesse, la Potenza ’84 potrebbe fare il bello e il cattivo tempo, far credere di essere morta per poi resuscitare all’improvviso, magari dopo essere andata a transazione con i giocatori della stagione passata sui compensi non ancora ricevuti e su un paio di contratti biennali di un certo peso. Perché certamente sarebbe più facile far scendere a compromessi il creditore dando l’idea di avere pochi giorni di vita. La nostra costruzione immaginifica potrebbe rimanere tale, smentita nei fatti a partire da domani. Certo è che c’è modo e modo di far sparire una società, e il silenzio illogico scelto dalla Potenza ’84 sarebbe decisamente il peggiore. Da non escludere anche una riapertura dei termini per le iscrizioni da parte della Fip. Certo sarebbe inedita, ma con la moria di società che c’è stata in B e C non si tratterebbe di un provvedimento del tutto irragionevole. Forse la Potenza ‘84 la sa lunga. Quantomeno, pur smentendoci, sarà obbligata ad uscire allo scoperto.

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