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Rapina in gioielleria nel Reggino
tre persone arrestate

Basilicata

Dopo aver minacciato proprietari e clienti, i tre arrestati si erano impossessati di preziosi e gioielli del valore di circa 15.000 euro

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I Carabinieri della Compagnia di Villa San Giovanni (Rc) hanno arrestato tre persone, tutte originarie di Sinopoli perchè ritenute responsabili di aver organizzato e commissionato la rapina a mano armata alla gioielleria «Due P» di Sant'Eufemia d’Aspromonte. Gli arrestati sono Giuseppe Romano, di 25 anni; Giuseppe Bonforte di 19 e Domenicoantonio Romano, di 21. Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Villa san Giovanni e della Stazione di Sant'Eufemia d’Aspromonte, erano partite nelle fasi immediatamente successive alla rapina a mano armata avvenuta nel pomeriggio del 19 aprile scorso.
Obiettivo dei malviventi la gioielleria «DueP» sita nel centro della cittadina aspromontana. Tre individui con il volto coperto da passamontagna ed armati di fucile e pistole, avevano fatto irruzione all’interno dell’esercizio e, minacciando proprietari e clienti presenti all’interno, si erano impossessati di numerosi gioielli e preziosi e si erano dileguati a bordo di autovettura, risultata successivamente rubata e rinvenuta a pochi chilometri di distanza. Le attività investigative hanno consentito di risalire all’intero gruppo armato composto da Gabriele Foti, tratto in arresto il 24 maggio scorso, dal diciasettenne L.A. arrestato il 4 giugno e di Ali Samine arrestato il 6 giugno. Gli inquirenti ritengoni di avere ricostruito l’intero gruppo armato autore della rapina e le modalità operative di consumazione del reato. In particolare i tre hanno fatto irruzione all’interno dell’esercizio armati e con il volto travisato da passamontagna; Foti armato di Pistola verosimilmente cal. 7.65 e Samine armato di fucile a canne mozze parallele.
Dopo aver minacciato proprietari e clienti, si erano impossessati di preziosi e gioielli del valore di circa 15.000 euro, per posi scappare a bordo di una Fiat Panda risultata rubata a Reggio Calabria il giorno precedente e rinvenuta poco tempo dopo dai carabinieri nel territorio di Sinopoli. In fase di esecuzione della prima misura coercitiva emessa dall’Autorità giudiziaria i carabinieri hanno eseguito perquisizioni delegate a carico degli indagati raccogliendo ulteriori elementi per delineare le modalità di consumazione della rapina. Le attività investigative, dopo gli arresti dei tre autori materiali, sono proseguite per l’individuazione di basisti e mandanti. I carabinieri hanno individuato nei fratelli Giuseppe e Domenicantonio Romano ed in Giuseppe Bonforte, i contatti locali, ossia gli organizzatori ed i basisti della rapina: avrebbero avuto un ruolo determinante nel fornire supporto logistico e operativo al gruppo. I tre arrestati, pur non prendendo materialmente parte all’esecuzione della rapina, hanno partecipato organizzando e commissionando la stessa e garantendo poi la fuga agli autori materiali. In particolare hanno fornito le armi e l’autovettura utilizzata per la consumazione del reato e hanno nascosto le armi e l’intera refurtiva al termine della rapina. Gravissimi i reati contestati all’intero gruppo: rapina aggravata in concorso, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi comuni da sparo, ovvero una pistola semiautomatica verosimilmente calibro 7.65 ed un fucile a canne parallele mozzate, e ricettazione, per aver nascosto l’autovettura utilizzata nella rapina risultata oggetto di furto. Fra le varie aggravanti, anche quella delle norme di recente emanazione di aver commesso i fatti avvalendosi della partecipazione di un minorenne. (AGI) Adv 131101 LUG 11

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