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I silenzi del Pd
e il gioco del moralizzatore

Basilicata

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Caro direttore,
dopo i tuoi più recenti interventi editoriali, in particolare quello della tua 280014rubrica di ieri, sono ancor più stimolato ad intervenire. E lo faccio proprio perché da sempre considero importante parlare il giusto, senza usare il politichese e tanto meno utilizzare i giornali, come fa spesso il senatore Belisario, per inviare messaggi trasversali a quelli del suo partito e agli altri partiti.
Sia chiaro: non ho alcuna intenzione di commentare 279633l’intervista al sen. Belisario e/o chiedere spiegazioni e fatti rispetto a quanto dichiarato, ma semplicemente per evidenziare che condivido la tua affermazione sull’anomalia della Basilicata che però considero tutta negativa senza alcuno spazio per un giudizio positivo.
Mi spiego: la nostra regione vive una fase molto delicata sul fronte occupazionale, ambientale e della tenuta etica, temi sui quali il centrosinistra ha bisogno di definire una strategia chiara, possibilmente unitaria, nel merito delle questioni e soprattutto rifuggendo da antichi e vecchi strumentali tentativi di chi vorrebbe accreditarsi come l’unico in Basilicata “senza scheletri nell’armadio” e come tale in grado di poter fare la predica morale a tutti.
Sta invece accadendo che, puntualmente, quando arrivano le scadenze delle nomine partono strali da più arti per contrattare postazioni. E’ un film che abbiamo già visto e non ci ha mai appassionato. Noi, lo ha già detto il coordinatore regionale Carlo Petrone e lo ribadisco, non siamo interessati a stare dentro questa dinamica e né all’interno di una coalizione in cui vi sono partiti che pensano di poter fare governo ed opposizione.
Due esempi per essere più chiari.
Su Fenice il sen. Belisario dichiara che va chiusa e fa a gara con i comitati popolari e le associazioni ambientaliste che si oppongono al termodistruttore nel linguaggio più radicale. Sia conseguente e chieda all’assessore provinciale di Potenza del suo stesso partito, Macchia, in nome di quello “stupro all’ambiente” che denuncia, di revocare l’autorizzazione provvisoria concessa di recente alla società di gestione oltre a pretendere di avere un rapporto su controlli e verifiche rispetto ai materiali trattati.
Noi riteniamo che su Fenice vada fatta chiarezza e non a parole sulle cause alla base dell’inquinamento, vada definito un programma rigoroso di controlli ed un piano di bonifica che comprenda non solo l’area ristretta dell’impianto. Inoltre pensiamo sia utile costituire un organismo tecnico snello con compiti e ruoli efficaci, formato sì da esperti ma anche da rappresentati nominati dai comitati di cittadini e dalle associazioni ambientaliste e dagli Enti Locali, un organismo che disponga di tutti i dati e le informazioni necessarie.
Quanto all’attività petrolifera, pensiamo che non bisogna autorizzare nuove esplorazioni, impedire che nelle aree protette si scavino nuovi pozzi ma avere piena consapevolezza che non serve un nuovo accordo che implementi la capacità estrattiva ma vanno ricontrattate con le compagnie le condizioni per il prosieguo dell’estrazione partendo dal dato che le attuali condizioni (con l’aggiunta che già la vecchia intesa non è stata rispettata) non ripagano la Basilicata per il contributo che dà al Paese. La card è una miseria, le royalties lo sono altrettanto.
Due esempi che uniti al tema del deficit della sanità (oltre 40 milioni di euro) sono punti di snodo fondamentale per i rapporti nel centrosinistra e per la nostra permanenza in una maggioranza che non può continuare ad ignorare il tema della rappresentanza della sinistra e della necessità di dare segnali chiari di discontinuità in tema di nomine, accesso alle opportunità di lavoro e trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche. Nello specifico dell’introduzione dei ticket sulle ricette farmaceutiche e sul codice bianco in Ospedale noi pensiamo che non si debba scaricare sugli utenti e i ceti sociali più deboli la responsabilità di chi ha consentito di accumulare i deficit nell’A.O. San Carlo come nelle due Aziende Sanitarie Locali.
Su tutto questo rileviamo un atteggiamento del Pd di profonda sottovalutazione che contraddice i continui richiami a rafforzare l’impegno riformista dell’attuale giunta regionale. Il Pd non può continuare a stare in silenzio finendo per avallare il comportamento di chi pensa di poter godere di una sorta di immunità politica e di poter quindi continuare ad esercitare il ruolo di moralizzatore che è l’alibi per fare opposizione e governo.

Giannino Romaniello
(Capogruppo SEL
Consiglio Regionale)

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