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Reggio, 13enne presa a sassate
I medici le ridanno la felicità

Basilicata

Claudia Mondello la 13enne presa a sassate dal ragazzino che frequentava ora è uscita dall'ospedale. Ad aprile l’aggressione. I sanitari le restituiscono il volto

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Quell'aggressione ad aprile ora è un brutto ricordo; il fidanzatino l'aveva presa a sassate e ridotta in fin di vita, ma oggi Claudia Mondello, tredicenne di Reggio Calabria, torna alla vita e tenta di lasciarsi quella vicenda così brutta alle spalle. Il suo viso e il suo sorriso sono tornati a splendere con la stessa luminosità di un tempo, prima di quel maledetto sette aprile scorso quando fu ricoverata nel reparto di rianimazione dei Riuniti in stato di coma, dopo aver subito la furia omicida, o un raptus di pura follia, del ragazzo allora diciassettenne che la ragazzina frequentava da qualche mese.
Sul suo viso ora, tutto è a posto, compreso lo sguardo che non lascia intravedere nulla delle sue sofferenze che oggi hanno lasciato il posto nuovamente alla gioia di vivere, di programmare il suo futuro, anche quello immediato dell’estate, assieme ai suoi genitori e fratelli. I medici dell’ospedale di Reggio hanno fatto un lavoro veramente eccellente. Ed il papà è felice per questo, per un esito che nei primissimi giorni non era proprio così scontato. Perché si temette molto per la vita della tredicenne: i diversi traumi riportati, e tutti maledettamente seri, il coma farmacologico, le varie operazioni chirurgiche e poi il risveglio.
Papà Antonino la stringe tra le sue braccia e Claudia ricambia. “Nel mio caso ho solo trovato gente squisita e competente”, sottolinea Antonino, felice anche per la scelta di far curare Claudia per tutti i vari step occorrenti alla sua salute, nell’ospedale reggino. “Mi avevano detto di portarla in un Centro specializzato di Messina per le possibili complicanze dal punto di vista estetico – aggiunge il papà di Claudia - ma mi sono fidato del dottore Giovanni Spanò. Mi ha detto semplicemente che lui era capace di fare quello che poi ha fatto”.
Diversi i sentimenti verso il ragazzo, arrestato per tentato omicidio e tutt’ora in carcere. “La rabbia c’è sempre. Quello che mi interessa di più adesso è la salute di Claudia. E poi sarà la giustizia a fare il suo corso”.

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