Salta al contenuto principale

Rizziconi, sopralluogo sul campetto confiscato
e la Nazionale può arrivare

Basilicata

Tra agosto e novembre un allenamento degli azzurri di Prandelli. Esito positivo dopo il sopralluogo sul campetto confiscato alla ’ndrangheta

Tempo di lettura: 
1 minuto 31 secondi

Dopo il sopralluogo di ieri, Rizziconi ospiterà la Nazionale italiana di calcio di Prandelli compatibilmente con gli impegni della rappresentativa azzurra, nel periodo, comunque, che va dal mese di agosto al mese di novembre.
Il segretario Vladovich, che ieri mattina ha guidato il sopralluogo della Figc al campo di calcetto, al rientro in sede, ne parlerà con il commissario tecnico Cesare Prandelli, al quale spetterà il compito di fissare la data del fatidico giorno e le modalità. Sarà praticamente un gran bel giorno, non solo per Rizziconi, ma per l'intero comprensorio per un avvenimento importante e soprattutto alto valore simbolico. La Nazionale, infatti, sarà sul campetto costruito sul terreno confiscato alla ‘ndrangheta, non per giocare o per sostenere un allenamento, ma per dare un calcio simbolico alla mafia, affollando l'impianto di zona Acquedotto, in segno di un forte gesto di legalità e di promozione civile.
A fare il sopralluogo alla struttura sportiva, oltre al segretario generale Vladovich, anche l’addetto stampa della Figc, Simone Orati e il responsabile della sicurezza Roberto Massucci che sono stati dapprima ricevuti a Palazzo San Teodoro, dal commissario prefettizio Fabrizio Gallo e dai suoi sub Rita Ferrara e Salvatore Del Giglio, dal referente di Libera per la Calabria, don Pino Demasi, e dal presidente del Coni regionale, Mimmo Praticò.
Il sopralluogo fatto dagli emissari della Federazione alla struttura sportiva ha dato in un certo qual modo esito positivo. Rimangono solamente alcuni dettagli da definire, per rendere l’impianto pressappoco conforme a quanto previsto dalle disposizioni di protocollo della Figc. Vladovich poi ha voluto conoscere sino in fondo la storia strana che sin dalla sua nascita ha avvolto tutta la struttura sportiva, sorta sul terreno sottratto alla ‘ndrangheta nel 2003.
A spiegargliela è stato don Pino Demasi che ha aggiunto che dal 2007 è attiva anche una scuola di calcio con oltre 100 bambini iscritti.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?