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Calcio. Per il Cosenza, l'unico
obiettivo è la Serie D

Basilicata

Vizza: «Non ci sono due gruppi. Sentiremo anche Fiore». Funari incontra Ghirelli e il sindaco Occhiuto stringe i tempi per la nascita della nuova società

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Ieri al Comune il sindaco Mario Occhiuto, l’assessore allo sport Vizza e i più stretti collaboratori del primo cittadino hanno lavorato a questioni riguardanti il Cosenza, rivedendo delle posizioni per rilanciare il calcio cosentino e tentare di iscriverlo in serie D.
Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi relative a Stefano Casale, mercoledì al Comune sono stati ricevuti diversi imprenditori che hanno avuto dei contatti con il sindaco per capire intenzioni e desiderata per la ricostruzione del Cosenza. Oltre a Sergio Mazzuca, Pizzini e altri, ci sarebbero imprenditori della provincia, con i nomi di Aiello e anche di Marchese, che ha interessi nel settore delle costruzioni di capannoni e altre infrastrutture in legno. Il nuovo Cosenza, giova ricordarlo, ripartirà sulle proprie gambe senza zavorre e debiti e nessuno sarà autorizzato a rivendicare niente, nè a dire «questo è meglio di quello». L’assessore allo sport Vizza chiarisce lo stato dell’arte_ «Prima di lunedì o martedì non ci saranno novità. Non ci sono due gruppi, ma incontri informali con diversi imprenditori. Prima che si arrivi alla quadratura del cerchio occorre che si facciano delle valutazioni. L’obiettivo è di dare il massimo alla città».
«Credo che sia giusto e necessario sentire quello che ha da dire Fiore, ascoltare il suo pensiero e le sue idee. E’ necessario farlo - conclude Vizza - per quello che ha rappresentato sul piano dei valori, della serietà e dell’immagine che può garantire al Cosenza. Lo considero un obbligo morale». Ieri intanto Funari ha incontrato Ghirelli e Capograssi della Lega Pro: «Sono stati molto disponibili ad ascoltare le istanze del Cosenza. Da lunedì non saremo affiliati alla Lega Pro, ma potremmo chiedere l’iscrizione ai Dilettanti. Io andrò al Comune per esporre la situazione. Un nuovo Cosenza che sia il 1914 o una nuova società dovrà garantire una cifra una tantum di almeno 300 mila euro per garantire una parte dei debiti federali lasciati dal vecchio club. Che anch’esso potrebbe restare in vita, se ricapitalizzata. Parlerò con le istituzioni e valuterò il da farsi».

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