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Mileto, violenze al bimbo disabile
lettera con escrementi e carta igienica al sindaco

Basilicata

I due plichi, uno dei quali indirizzato all’asilo ma recapitato in Municipio, sono stati aperti dal sindaco Varone

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Due buste da lettera contenenti escrementi e carta igienica sono state recapitate a Vincenzo Varone, sindaco di Mileto, il comune calabrese dove quattro maestre d’asilo sono state arrestate dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di un bambino disabile di cinque anni affetto da problematiche psico-patologiche.
I due plichi, uno dei quali indirizzato all’asilo ma sempre recapitato in Municipio, sono stati aperti dallo stesso sindaco che subito dopo ha presentato denuncia ai carabinieri. L'indagine che ha portato all’arresto delle quattro maestre ha preso le mosse da un dvd che un anonimo ha inviato ai carabinieri per documentare i maltrattamenti nei confronti del piccolo.
Il sindaco di Mileto, Vincenzo Varone, nell’immediatezza del fatto si era detto «sconcertato e rattristato per questa dolorosissima vicenda» manifestando vicinanza alla famiglia del bambino. Varone, inoltre, aveva invitato «a conoscere bene i fatti» invitando ad «attendere fiduciosi l’iter della giustizia. Le insegnanti finite nelle maglie dell’inchiesta, che io conosco personalmente – aveva concluso – rimangono per me persone serie, dedite al lavoro e alla famiglia».
In merito alla vicenda è intervenuto anche il Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, Marilina Intrieri: «E' poco chiaro il motivo degli oltraggi al Sindaco ed all’asilo di Mileto sul caso del bambino maltrattato. Sono comportamenti incomprensibili. Chi ha potuto farlo, perchè. A cosa si tende?». «L'ispezione dei giorni scorsi da parte mia – prosegue Intrieri – evidenzia un quadro nel quale, purtroppo, nessuno ha assunto adeguatamente la presa in carico delle problematicità che il bimbo porta in sè. La sua tutela non è stata garantita, questo è assolutamente certo. Vi è una responsabilità collettiva delle istituzioni e delle agenzie preposte alla tutela, educazione, salvaguardia della salute dei minori perchè il caso specifico avrebbe richiesto concertazione, verifiche continue, approfondimenti interlocuzione e collegialità di azione. Quel bimbo invece,purtroppo si è trovato solo in una situazione di difficoltà. E se il suo caso è stato intercettato chissà quanti non emergono».
«Eppure vi è una responsabilità precisa – sostiene ancora Intrieri – dei vari attori socio sanitari ed educativi per l'infanzia e l’adolescenza. L’ispezione è in corso, il quadro abbastanza chiaro, vi è sottovalutazione e disattenzione sulle condizioni del Minore e come Garante trasmetterò al più presto una relazione conclusiva agli organismi preposti. Se il bimbo è stato picchiato nel luogo della sua educazione (e per il bimbo mi auguro sinceramente che non sia vero) è un fatto che ha rilievo penale perchè picchiare è reato e se il reato è stato consumato chi lo ha commesso ne risponderà nelle aule competenti. Ciò che mi amareggia è aver verificato che si trovi normale che un bambino che ha bisogno di tanto amore abbia potuto subire discriminazioni gravi, esclusioni nei giuochi, essere additato ai suoi compagni, spaventato di esser chiuso in uno sgabuzzino buio, lercio e puzzolente. Perchè così è apparso quel orrendo minuscolo spazio durante il mio sopralluogo con il sindaco di Mileto».
«Intanto – sostiene ancora Intrieri – incontrerò gli assessori regionali ai Servizi sociali ed istruzione Franco Stillitani e Mario Caligiuri per le iniziative del caso di loro competenza sui futuri percorsi da garantire al bambino già per giovedi 21 sono stata convocata dall’on. Salerno per una audizione nella III commissione del Consiglio regionale, da lui presieduta per riferire alla istituzione legislativa. Il sen. Franco Bevilacqua ieri sera mi ha informato della sua volontà di promuovere un tavolo istituzionale a Vibo per un più preciso quadro della situazione onde successivamente riferire al Ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna che dal primo momento sta seguendo il caso».

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