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Palmi. Condanne confermate per 4 esponenti del clan Asciutto

Basilicata

Confermate in appello le condanne per i 4 esponenti del clan Asciutto a suo tempo arrestati nell'ambito dell'operazone Repetita Juvant per vari reati contro il patrimonio aggravati dalla modalità mafi

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Condanne pesanti per i 4 esponenti del clan degli Asciutto di Taurianova, nel Reggino, alla sbarra nell’ambito del processo denominato «Repetita juvant». Nella tarda mattinata di oggi, il presidente del collegio del Tribunale di Palmi ha letto la sentenza dopo la camera di consiglio seguita agli interventi dei difensori degli imputati. A Santo Asciutto, ritenuto il boss dell’omonima cosca, è stato confermato l’ergastolo in continuazione con la sentenza «Taurus» della Corte d’assise di Reggio Calabria che aveva condannato al carcere a vita l’uomo nel 2002. In più, il Tribunale di Palmi ha aggiunto l’isolamento diurno per un periodo di 8 mesi. Salvatore Asciutto è stato condannato a 7 anni di reclusione che, in continuazione con i 18 anni inferti con la sentenza del processo «Taurus, diventano 25. Rocco Asciutto è stato condannato a 10 anni e sei mesi di carcere. Infine, a Vincenzo Bruno Bono sono stati comminati 3 anni di reclusione. I quattro sono imputati nel processo denominato «Repetita juvant», scaturito da una indagine della Distrettuale antimafia di Reggio Calabria contro un presunto giro di estorsioni compiute dal clan di Taurianova tra la fine degli anni '90 e l’inizio del 2000. L’operazione scattò nel 2005, gli imputati rispondono a vario titolo di associazione mafiosa e tentata estorsione.

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