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Mare sporco. A Reggio accertato l'inquinamento
nell'acqua del lido comunale

Basilicata

Forte inquinamento nelle acque del lido comunale di Reggio Calabria. Alta contaminazione di batteri

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I numerosi scarichi fognari abusivi confluiscono al torrente Caserta che sgorga al lido comunale di Reggio Calabria, al centro della città. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, certificato dalle precedenti rilevazioni ed analisi da parte dell’Arpacal (le ultime risalgono a fine giugno), ad esclusione dell’ultima effettuata il 12 luglio, ma confermata invece dalle analisi scientifiche effettuate due giorni dopo, cioè giorno 14, dai tecnici di Goletta verde. A Crotone domenica prossima saranno illustrati i dati complessivi sul lavoro svolto dai biologi e tecnici di Goletta Verde in tutte le coste calabresi, così come avviene ogni anno e con la stessa accuratezza e gli stessi parametri utilizzati dai tecnici dell’Arpacal.
L’anticipazione del laboratorio di Goletta Verde riguardo il lido comunale parla di una alta contaminazione di enterococchi ed escherichia coli con un ampio sforamento dei limiti previsti dalla normativa.
L’amministrazione comunale reggina la pensa diversamente e il sindaco Arena sottolinea attraverso un comunicato che “in merito alle notizie infondate che continuano a produrre allarmismo e disinformazione l’Amministrazione Comunale comunica che i risultati ai quali fare riferimento, sono esclusivamente quelli forniti dai rilievi effettuati il 12 luglio scorso e consultabili sul sito dell’Arpacal, dai quali emerge lo stato di salute delle coste reggine che tranne in due zone specifiche e circoscritte (Pellaro Lume e un tratto dell’area di Pentimele) risultano balneabili. I decreti di non balneabilità delle acque, firmati dal sindaco – si legge ancora nel comunicato diramato da palazzo San Giorgio - rappresentano un atto dovuto in ossequio all’iter normativo a seguito alle analisi effettuate dall’Arpacal e relative all’anno 2010, quindi superati dagli ultimi rilievi dai quali emerge una situazione differente. Palazzo San Giorgio, in stretta sinergia con l’Arpacal, continuerà a monitorare la situazione, specie nelle zone adiacenti ai depuratori e agli scarichi fognari, per garantire sicurezza e trasparenza alla cittadinanza”.
Quel che è certo è che l’amministrazione comunale per anni non è intervenuta per eliminare la causa, e inoltre esiste una direttiva precisa dell’Unione europea per quanto riguarda l’adeguamento dei depuratori, e le procedure d’infrazioni notificate all’Italia vedono la Calabria, compresa quindi la città di Reggio, pienamente coinvolta. La realtà reggina è ferma ancora a problemi derivanti proprio dalla vetustà degli impianti, depuratori vecchi e malandati, senza manutenzione o addirittura in stato di completo abbandono, così come si evince dal dossier sulla Mala depurazione in Calabria realizzato quest’anno da Legambiente.

MARE SPORCO ANCHE A RIACE

Sul tratto di costa che va da Monasterace fino a Stignano la situazione è la stessa: «Abbiamo sempre una schiuma marrone - scrive un turista deluso - sulla superficie dell’acqua con olio, plastiche, melma. Secondo la gente del posto non è consigliabile fare il bagno».
Il caso degli scarichi fognari nel rione Marina di Riace nel recentissimo passato ha allontanato i già pochi villeggianti che erano soliti scegliere
la spiaggia dei Bronzi. Aria puzzolente, fogne a cielo aperto direttamente sulla spiaggia, ecomostri, scarichi illegali di case abusive, non fanno che allontanare la gente.

IL PREFETTO VIETA LA CIRCOLAZIONE DEI VEICOLI ADIBITI
ALLO SPURGO DEI POZZI NERI

Il prefetto Raffaele Cannizzaro, al fine della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, ha adottato, per tutto il territorio della provincia, ordinanza di divieto di circolazione ai veicoli adibiti allo spurgo di pozzi neri o condotti fognari, nel periodo compreso tra il 25 luglio e il 15 settembre, dalle ore 22 alle 6. Detto provvedimento si è reso necessario, visto il parere adottato in sede di riunione di coordinamento delle Forze di Polizia e dei concordanti avvisi espressi dai Comandanti delle Capitanerie di porto di Vibo Valentia e Corigliano Calabro, considerato che una delle cause del fenomeno di inquinamento delle acque marine è rappresentata dallo svuotamento abusivo degli autospurgo nelle ore notturne e che durante la stagione estiva detto fenomeno è destinato ad aumentare.

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