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Sequestrati beni per 5mln nel Vibonese
al prestanome del clan Pesce

Basilicata

Ettore Tassi, 52 anni, di Ricadi, secondo gli investigatori sarebbe un prestanome della cosca dei Pesce di Rosarno

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I finanzieri del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno sequestrato beni per un valore di cinque milioni di euro a Ettore Tassi, 52 anni, di Ricadi (Vv), ritenuto un prestanome della cosca di 'ndrangheta dei Pesce di Rosarno (Rc).
I finanzieri, su disposizione della Procura di Vibo, hanno messo i sigilli ad un terreno edificabile situato a Mileto. Il provvedimento, adottato in via d’urgenza, è stato preso in quanto Tassi, sorvegliato speciale di ps, aveva donato il terreno alla figlia, senza comunicare il passaggio alle autorità competenti. Un atto che, secondo gli investigatori, potrebbe rappresentare il tentativo di sottrarre fraudolentemente beni nella propria disponibilità ad eventuali provvedimenti di sequestro.
L’operazione di oggi si inserisce nell’ambito di un’indagine patrimoniale e finanziaria condotta dalla guardia di finanza sui redditi di Tassi in base alla normativa antimafia. Nell’aprile scorso a Tassi erano stati sequestrati beni per quattro milioni e mezzo di euro tra i quali un bar, una villa al mare ed un’automobile di lusso.
Al centro dell’indagine che ha portato al sequestro di beni per cinque milioni nei confronti di Ettore Tassi c'è stata la verifica della posizione fiscale dello stesso Tassi con il recupero a tassazione ai fini delle imposte sui redditi di oltre otto milioni di euro e la constatazione, ai fini Iva, di un imposta sottratta all’erario per oltre 600 mila euro. Tassi, l’uomo ritenuto un prestanome della cosca Pesce di Rosarno, è stato coinvolto, recentemente, nelle operazioni di polizia denominate «All clean» e «All inside», quest’ultima scaturita a seguito delle dichiarazioni accusatorie rese d’avanti alla Dda di Reggio, dalla collaboratrice di giustizia Giuseppina Pesce, nipote del capocosca Antonino.
La verifica fiscale ha consentito ai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di controllare tutti gli aspetti della posizione fiscale di Tassi e di quantificare, attraverso specifiche metodologie di controllo, i redditi evasi. Il controllo ha riguardato Tassi, i suoi congiunti e le imprese a loro riconducibili. Da quanto esaminato è emersa l'esistenza dei proventi illecitamente percepiti e sottratti a tassazione. Tassi, a fronte di una irrisoria capacità reddituale, poteva di fatto disporre, per il tramite dei propri familiari, intestatari fittizi di beni e di attività commerciali, di un ingente patrimonio.
I beni immobili posti sotto sequestro consistono in appezzamenti di terreno edificabile, della superficie catastale complessiva di 7.250 mq, ubicati nella zona centrale del Comune di Mileto il cui valore di mercato ammonta a circa 5 milioni di euro.

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