Salta al contenuto principale

Brancaleone: trovata una tarturaga
crocefissa in mare

Basilicata

Orrore sul litorale jonico reggino: ritrovata una Caretta-caretta morta per soffocamento. Qualcuno ha inflitto all’esemplare protetto una morte crudele e atroce

Tempo di lettura: 
1 minuto 58 secondi

Un gesto crudele e una morte inflitta con malvagità. Una tartaruga in croce, lasciata morire lentamente per soffocamento. Una storia che va raccontata per la ferocia umana su un animale indifeso in forte rischio di estinzione nel bacino del Mar Mediterraneo ma soprattutto per le capacità di architettare un'azione così vile e meschina da lasciare di stucco i volontari soccorritori del povero rettile. Ad informare l’opinione pubblica dell’insano gesto ci ha pensato l’Associazione “Naturalmente Brancaleone”, un gruppo di volontari del posto che opera nel territorio con grande abnegazione e sacrificio, unico avamposto per la tutela e la salvaguardia della natura e dell’ambiente. L’associazione, tramite il suo sito web, in un comunicato, a cura del vice presidente Filippo Armonio descrive lo stato in cui hanno rinvenuto il corpo della tartaruga marina Caretta caretta. Una nuova storia di crudeltà si è presentata ai nostri occhi - dicono i membri dell’associazione - accorsi all’annuncio dell’avvistamento di una carcassa di tartaruga marina spiaggiata, noi volontari del Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone ci siamo trovati davanti a una scena, vi assicuriamo raccapricciante. Un giovane esemplare di Caretta caretta, della lunghezza di 35 cm. Circa, giaceva esanime crocefisso su una struttura di legno appositamente costruita per elargire una morte lenta, da soffocamento, al povero animale. Lo strumento di tortura era costituito da due assi di legno disposti a croce, sulle cui quattro estremità erano stati legati dei pezzi di polistirolo in modo che la struttura potesse galleggiare; per rifinire l’opera, inoltre, una vela che ha reso la rudimentale zattera in grado di navigare per chissà quante miglia. La tartaruga era disposta ad arte sulla sua imbarcazione: legata a livello del collo e di una pinna a uno degli assi della croce attraverso una corda in nylon, talmente stretta da soffocarla e da lasciare dei segni evidenti dello strangolamento sulla sua pelle. La cura con cui è stata portata a morte la povera tartaruga fa pensare al gesto di persone insensibili e crudeli ma potrebbe essere un rudimentale sistema di pesca. La tartaruga marina Caretta caretta è una specie inserita nella Red list dell’Iunc tra gli animali ad altissimo rischio di estinzione e, come tale, è protetta sia a livello nazionale che internazionale da Decreti Ministeriali, Direttive Europee ed importanti Convenzioni. La pesca, la detenzione il trasporto ed il commercio di questi animali sono assolutamente vietati.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?