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Cosenza, gemellini morti all'Annunziata
aperte nuove indagini

Basilicata

Da valutare le responsabilità dei sanitari che ebbero in cura la partoriente prima del cesareo. Atti inviati in Procura per la posizione di tre medici

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Il gip Branda, del tribunale di Cosenza, in merito alla morte di due gemellini, che erano nati all’Annunziata con un parto cesareo ha disposto due archiviazione e l'invio degli atti in Procura per meglio valutare la posizione di tre medici.
La vicenda risale al maggio scorso e nell'immediatezza vennero indagati cinque medici, con l’accusa di omicidio colposo, per i quali però il pubblico ministero Antonio Bruno Tridico, della procura bruzia, arrivò a chiedere l’archiviazione.
A quest’ultima si è opposta la difesa, che ha insistito sulla responsabilità dei medici che hanno avuto in cura la partoriente, di Bisignano. Da qui la fissazione dell’udienza camerale, con il gip Branda che ha da poco preso la sua decisione, archiviando la posizione di Alessandro Petramala (difeso dall’avvocato Angelo Pugliese) e Attilio Forte (difeso da Pierluca Bonofiglio e Vito Florio), i due che hanno eseguito il parto cesareo. Per gli altri tre medici ha invece disposto nuove indagini, inviando i relativi atti in Procura. Si tratta di Paola Salerno (la dottoressa che dispose il ricovero), Serafina Labate (che ha proceduto al ricovero) e Giampaolo Arena (che visitò la gestante il 26 aprile), difesi dagli avvocati Rubino, Coppa e Camo.
Secondo i genitori, entrambi di Bisignano, colpa dei medici sarebbe stata quella di aver rinviato colpevolmente il parto di 24 ore. Da qui l’avvio delle indagini, ora concentrate sui tre sanitari.

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