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Attenti al buco

Basilicata

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Attenti al buco

di VITO BUBBICO
LA piccola Sara nonostante l’età, appena 20 mesi, già pretende di camminare da sola per strada. E per avergli detto, una sola volta di stare attenta alle buche di una stradina adiacente l’abitazione, ogni volta che la si riattraversa uscendo di casa ripete sorridente e sfottente: “attenti al buco!” Il siparietto ci tornava in mente qualche giorno fa leggendo le dichiarazioni di Martorano a giustificazione della solerte applicazione da parte del governo regionale dei tiket sanitari stabiliti nella manovra del governo nazionale. Infatti, anche nei conti della sanità lucana c’è “un buco” a cui bisognava stare attenti e non lo si è fatto (come anche a quello di Sigillito all’Arpab). Almeno a giudicare dalle cifre degli sforamenti stratosferici dei budget delle aziende sanitarie ricordateci qualche giorno fa da Lucia Serino. Un buco che negli anni è diventata una voragine di 40 milioni di euro. E come lo colmiamo sto buco? Con un’idea originalissima: facendo pagare un balzello ai cittadini nel momento del bisogno. Insomma, cambiando il livello ed il colore del governo il risultato per i cittadini non cambia. La ricetta è sempre la stessa. Eppure alla guida di questo settore, così assorbente del bilancio regionale e così vitale per la nostra quotidianità, è stato chiamato un brillante imprenditore. Qualche idea più originale era lecito aspettarsela. La politica, all’atto della costituzione della giunta regionale, ha addirittura gettato la spugna e si è rivolta (non solo per questo assessorato) alla cosiddetta società civile proprio perché (ci è stato detto) ritenuta più capace, di imprimere cambi di passo, dei legittimi eletti dai cittadini. Che fosse una pia illusione, oltre che un profondo errore politico, modestamente lo scrivemmo a caldo e i fatti, purtroppo, ci stanno dando ragione. Tant’è che in privato anche i fautori di queste scelte lo riconoscono oramai sommessamente. E’ una giunta sbiadita che è arrivata al capolinea e che continua a sopravvivere solo per l’incertezza del quadro nazionale (voto si, voto no) che impedisce la quadra dei futuri posizionamenti (della serie sempre gli interessi dei cittadini al primo posto). Ci voleva (e ci vuole) ben altro perchè sono tutti i settori a languire. Ma torniamo al tema “sanità” dove ha sorpreso non poco la “naturalezza” con cui il governo regionale si è adagiato su quelle contestatissime scelte nazionali. Nemmeno “la mossa” è stata fatta, come si dice, per tentare altre soluzioni. L’assessore Martorano, come dicevamo all’inizio, ha dichiarato a caldo (lo riferiamo a memoria) che: “Avremmo dovuto fare un provvedimento per non applicare le norme nazionali indicando le risorse per farvi fronte..la non applicazione dei ticket ci sarebbe costata 2,5 milioni di euro”. E’ stato più facile, quindi, non fare nulla per verificare la possibilità di reperire questi 2,5 milioni di euro per altra via ed evitare di aggravare la già difficile situazione delle famiglie lucane, specie dopo che è stato certificato che esse sono tra le più povere del Paese, Sud compreso. Invece, pensiamo che evitare di addossare questi ulteriori odiosi balzelli sulla pelle di chi è cagionevole di salute doveva e dovrebbe essere l’imperativo categorico per una giunta di centro sinistra. E si perché i ticket di 10 e 25 euro non è proprio obbligatorio applicarli e lo stesso Bersani ha dichiarato che se dovesse vincere le elezioni, ad invarianza di saldi, li abolirà. Inoltre, diverse altre regioni governate dal centro sinistra, coerentemente con questa impostazione, hanno deciso da subito di non applicarli (Emilia e Toscana in primis). Come può la tanto decantata Basilicata, perla del Sud del centro sinistra e del PD in particolare, imboccare un senso di marcia opposto? Addirittura assumendosi la primogenitura del ticket di 25 euro per i codici bianchi al pronto soccorso, inserendolo come è stato fatto nel DDL di assestamento del bilancio 2011 che il consiglio dovrebbe varare in questi giorni? Un minimo di coerenza vorrebbe che la scelta fosse rivista. I soldi (se la dimensione è quella ricordata dall’assessore Martorano) non dovrebbe essere difficile reperirli tra gli innumerevoli rivoli della spesa regionale. Un milione di euro è già lì a disposizione del presidente De Filippo. Lo guarda in faccia ogni giorno. E’ il costo annuo dei suoi assessori regionali non eletti dai cittadini. Basterebbe fare una giunta scegliendo tra i consiglieri in carica e oltre a rispettare la volontà degli elettori, si farebbe tornare la politica alle proprie dirette responsabilità e, soprattutto, si risparmierebbe questo bel tesoretto! Non la si butti sull’antipolitica, per favore. Leporace ha già scritto su questo nei giorni scorsi dimostrandone la risibilità e citando la trasversalità delle preoccupazioni delle conseguenze di una separazione crescente tra “la casta” e i cittadini chiamati ai sacrifici. Non è il momento di cincischiare o di irritarsi per le critiche. Occorrono decisioni rapide e coraggiose. Enrico Letta, solo sabato scorso, ha ricordato che il clima di antipolitica “è già presente” nel paese “e secondo me è dovuto prima di tutto alla perdita di autorevolezza della politica”. Ha aggiunto che “Il PD deve stare attento a non chiudersi. Non dobbiamo arroccarci per respingere questi attacchi come se fossero solo antipolitica. L’argomento è vero: se chiedi sacrifici ai cittadini, anche te, politica devi fare sacrifici.” Letta ha anche annunciato che “Dove governiamo abbiamo fatto scelte nette. In Emilia Romagna i vitalizi per i consiglieri regionali sono stati aboliti tra mesi fa. E la stessa decisione sarà presa anche nelle altre regioni dove siamo al governo”. In Basilicata il PD e il centro sinistra è al governo. E’ lecito e legittimo, quindi, chiedere ed attendersi un riallineamento delle scelte alla “linea” nazionale.

Vito Bubbico

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