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ASi, Liccione al posto di Cerverizzo per 120.000 euro

Basilicata

La nomina è incompatibile con la professione di avvocato. I conti in rosso al Consorzio non frennao i nuovi incarici. E la poltrona da diretore amministrativo va al consigliere del Pd.

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DIRIGENTE che va, dirigente che viene. Anche all'Asi di Potenza dove le cose, dal punto di vista finanziario, non vanno tanto bene. Peccato, però, che a Rocco Liccione la nomina nuova di zecca a direttore amministrativo nel Consorzio per lo sviluppo industriale di Potenza potrebbe costare la sospensione dall'Albo degli avvocati. L'incarico è infatti incompatibile con la professione. Liccione, presidente dell'Aiga e noto avvocato del foro potentino, che curò anche la difesa del sostituto procuratore Bonomi raggiunto da avviso di garanzia della Procura di Catanzaro, dovrà ora fare i conti con la decisione dell'Ordine. Il salto, dal Tribunale all'Asi di Tito scalo, potrebbe comportare conseguenze non gradite. La nomina di Liccione - pure consigliere del Comune di Potenza, ex Margherita, oggi Pd, area Margiotta, Restaino - all'interno dell'ente è stata formalizzata con delibera dello scorso 15 luglio. L'avvocato ha preso il posto di Mario Cerverizzo, dirigente Asi in aspettativa, anch'egli consigliere comunale del Pd, che, a giugno dell'anno scorso, ha accettato l'incarico di segretario regionale dell'Autorità di Bacino. Fino a questo momento a svolgere le funzioni di Cerverizzo ci ha pensato il geometra Alfredo Rocco, dirigente amministrativo del Consorzio, nominato vice direttore dell'ente nel 2005, confermato nel 2006. Dopo il “salto” di Cerverizzo, con delibera di giugno 2010, Rocco veniva nominato direttore generale “fino a diversa disposizione”. Una soluzione che fino a questo momento era sembrata la più idonea viste le note difficoltà economiche dell'ente - interessato pure da un'inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza - che dovrebbe perseguire, senza distrazioni, un difficile risanamento. Tanto che, per andare incontro alle due gestioni commissariali - prima dell'ex sindaco di Melfi, Alfonso Ernesto Navazio, e ora dell'ex assessore alle Attività produttive, Donato Salvatore - la Regione Basilicata ha varato un imponente pacchetto di acquisto di immobili di proprietà del Consorzio per un valore complessivo di circa 14 milioni di euro. Stando così le cose, una spesa aggiuntiva di 120.000 euro per pagare un nuovo dirigente sarebbe sembrata un po' inappropriata. Ma c'è un però. Ed è quello che si legge nella delibera 130 del 15 luglio con cui viene formalizzata la nomina di Liccione. “La Regione Basilicata ha in corso delicati processi concernenti la definizione degli indirizzi da attuare nelle aree industriali, con la determinazione di nuovi compiti da attribuire ai consorzi, tenendo conto dell'assetto ordinamentale consolidatosi dopo l'entrata in vigore della legge regionale numero 41 del '98, nonché delle riforme intervenute in materia di sistema idrico integrato, di urbanistica, di espropriazioni e di contratti pubblici”. Insomma la nomina del dirigente sarebbe stata resa necessaria dalla mole di lavoro nuovo che l'Asi, interessato dalla legge di riforma regionale, avrebbe di fronte. E allora si procede alla nomina “di un qualificato professionista esterno - si legge sempre nella delibera - considerata, altresì la mole di lavoro e implementazione della attività discendenti dall'applicazione della legge regionale del 5 febbraio 2010, numero 18”. E sicuramente Rocco Liccione ha comprovate capacità professionali rispondenti all'incarico. E probabilmente è solo una coincidenza se l'avvocato in questione sia consigliere comunale del Pd, con sponsorizzazione politica dell'assessore alle Attività produttive, Erminio Restaino e del deputato del Pd, Salvatore Margiotta. Nel frattempo Mario Cerverizzo, sempre consigliere dello stesso partito, continua la sua attività all'Autorità di Bacino. E il geometra Alfredo Rocco? Nessun problema neanche per lui. Sempre con delibera del 15 luglio che porta la firma del commissario Salvatore, e per la prima volta quella del neo dirigente Liccione (nominato con delibera precedente a firma di Alfredo Rocco) gli è stato affidato l'incarico di vice direttore generale che dovrà coadiuvare il capo nelle complesse attività dell'ente. La stessa delibera precisa pure che “vista la complessità degli incarichi affidati” gli viene confermata l'indennità aggiuntiva mensile di 1.000 euro lordi, che gli era stata già riconosciuta in qualità di direttore amministrativo facente funzioni. Si sono lasciati con buone notizie, all'Asi, prima della pausa estiva. Peccato quell'interferenza dell'Ordine degli avvocati che potrebbe rovinare la festa a Rocco Liccione.
Mariateresa Labanca

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