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Incidente mortale nel Potentino
Tra le vittime due giovani di Cosenza

Basilicata

Nell'incidente avvenuto sulla "Fondovalle del Noce" hanno perso la vita due persone mentre altre undici sono rimaste ferite

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Due giovani sono morti in un incidente avvenuto la notte scorsa sulla “Fondovalle del Noce" (che collega l’autostrada Salerno-Reggio Calabria con Maratea e l’Alto Tirreno calabrese), nei pressi dello svincolo di Lagonegro (Potenza), e in cui sono rimasti coinvolti un camion e tre automobili. Le vittime sono Pietro Posteraro, di 24 anni, ed Eleonora Blasi (25 anni), entrambi di Cosenza. Posteraro è figlio del vicesegretario generale della Camera dei Deputati. Altre undici persone sono rimaste ferite in maniera lieve. Secondo quanto si è appreso, i due giovani erano a bordo di un’automobile che, per cause in fase di accertamento, si è scontrata con un camion che viaggiava sull'altra corsia. La giovane è morta all’istante, mentre l’altro è morto poco dopo il suo arrivo nell’ospedale di Lagonegro, dove era stato trasportato con un’ambulanza del 118. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco.
L’autista dell’autocarro è stato trasferito, sotto shock, all’ospedale di Lagonegro, mentre le altre dieci persone, tutte ferite in maniera non grave, sono state medicate sul luogo dell’incidente. I Carabinieri stanno facendo indagini e ascoltando testimoni per accertare le dinamiche dell’incidente.

UNA DELLE VITTIME ERA IL PRONIPOTE DI FAUSTO GULLO
Pietro Posteraro, era il pronipote di Fausto Gullo, il primo a proporre l'istituzione dell’Assemblea Costituente durante la prima riunione del primo Consiglio dei ministri dell’Italia liberata, più volte ministro e deputato sino al 1972, e ricordato ancora adesso come il «ministro dei contadini» per le sue riforme agrarie. La morte di Posteraro ha provocato profonda commozione a Cosenza, dove la famiglia è molto conosciuta. Il giovane, infatti era nipote del noto penalista Luigi Gullo, più volte presidente della Camera penale di Cosenza e senatore, figlio di Fausto e pronipote di Fausto. Quest’ultimo, nel 1921 aderì al Partito Comunista d’Italia e nel 1924, fu eletto deputato ma la sua elezione fu annullata dai fascisti. Ad aprile del 1944 fu nominato ministro dell’Agricoltura nel secondo governo di Pietro Badoglio ed emanò alcuni decreti per creare una legislazione agraria preriformatrice, tanto che Gullo divenne per tutti il "Ministro dei contadini". Con la costituzione dei Comitati Comunali, quei decreti furono anche il primo modello di governo locale. Nel 1946 fu nominato ministro alla Giustizia. Confermò il suo seggio alla Camera fino al 1972. Nel 1974 partecipò alla battaglia per il divorzio.

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