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Ricatti a preti gay,
filmati hard nei cellulari

Basilicata

L'inchiesta sul reato di estorsione che vede coinvolti almeno 12 preti omosessuali, è stata trasferita dal Tribunale di Lagonegro a quello di Isernia. Trovati tre filmini hard nella memoria dei cellul

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L’arma del ricatto erano filmini hard, almeno tre, trovati nella memoria dei cellulari. Il nuovo particolare emerge da un’inchiesta in corso in Molise, che ha fatto emergere il reato di estorsione che coinvolgeva almeno 12 preti omosessuali.

Intanto nuovo interrogatorio di garanzia, a Isernia, per Diego Maria Caggiano, di Tornimparte (L'Aquila) e Giuseppe Trementino, di Bagnoli del Trigno (Isernia), arrestati in Basilicata. Un atto dovuto dopo che l’inchiesta è stata trasferita dal Tribunale di Lagonegro (Potenza), che ha dichiarato la propria incompatibilità, al Tribunale di Isernia perchè ‚ il reato più grave, l’avvenuta estorsione, si è consumata in Molise. Nei personal computer dei due indagati è stato trovato anche altro materiale, come tracce di avvenuti pagamenti da parte dei preti attraverso poste pay.

Uno dei preti vittima delle estorsioni, prima di denunciare i due si era recato a Bagnoli del Trigno (Isernia), dove i due indagati vivevano, per parlare con il prete del piccolo centro molisano e assumere informazioni. Nello stesso giorno si rivolse ai carabinieri della locale caserma per denunciare l’estorsione. Caggiano e Trementino adescavano preti dell’Emilia Romagna, Lazio, Molise e Puglia attraverso Facebook per poi minacciare di rendere pubblica la loro omosessualità se non avessero pagato.

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