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Censore: "La Regione sta uccidendo la sanità Vibonese"

Basilicata

Il consigliere regionale Bruno Censore pubblica il suo personale atto di accusa contro la Regione e il presidente Scopelliti ritenuti responsabili "della morte della sanità Vibonese"

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"Muore la sanità vibonese". Un'accusa ferma e decisa quella lanciata dal consigliere regionale del Pd, Bruno Censore, all'indirizzo del presidente Giuseppe Scopelliti e del consigliere regionale del Pdl Nazzareno Salerno. Per Censore "I provvedimenti del governatore Scopelliti hanno prodotto un effetto devastante sui pochi presidi sanitari che fino a poco tempo fa garantivano servizi e cure all’intero territorio provinciale. Il pericolo che avevo denunciato, insieme ai colleghi dell’opposizione, fin dall’ottobre scorso si è purtroppo rivelato reale, il tutto nel silenzio assordante del vertici provinciali del Pdl che ieri sono stati miseramente sconfessati proprio da Scopelliti. Il governatore ha chiarito una volta per tutte che le decisioni della Commissione straordinaria che regge l’Asp vibonese sono perfettamente in linea con il decreto 18/2010 dello stesso Scopelliti, il quale ha di fatto scaricato il presidente della Commissiona Sanità Nazzareno Salerno e il suo tutor, il senatore Franco Bevilacqua, che avevano pateticamente chiesto la sospensione della delibera emanata il 28 luglio dall’Asp con cui sono stati inequivocabilmente smantellati gli ospedali di Serra San Bruno, Tropea e Soriano, come ammesso dagli stessi esponenti locali del Pdl. A Serra il “San Bruno” non esiste più: un presidio strategico, che insisteva su un territorio vasto e disagiato che comprende quasi 40mila utenti, si è visto privare in men che non si dica di 4 reparti tra cui Chirurgia, inoltre è stato ridimensionato anche il pronto soccorso e non ci sono garanzie adeguate né per i servizi destinati ai dializzati né per la Radiologia. A Soriano è stata tolta anche la lungodegenza ed è stata soppressa l’erogazione di tutte le prestazioni ospedaliere, trasformando così il nosocomio in un C.A.P.T. (Centro di assistenza primaria territoriale). Infine a Tropea è stato chiuso il reparto di Chirurgia, un servizio essenziale che peraltro viene soppresso in un periodo in cui la popolazione aumenta considerevolmente in virtù della presenza massiccia di turisti e visitatori. Dei tre ospedali che garantivano cure all’intera provincia, quindi, da oggi rimane poco o niente, e di certo l’ospedale della città capoluogo non è affatto adeguato a compensare queste carenze poiché la situazione in cui versa è nota a tutti.
A nulla, quindi, sono servite le tardive e penose prese di posizione di Salerno e Bevilacqua. Il presidente della Commissione sanità, che fino a poco tempo fa prometteva allegramente nuovi primariati, nuovi reparti e servizi da “ospedale del futuro”, abbia ora almeno il decoro di dimettersi. A cosa sono serviti i suoi ridicoli tour in giro per gli ospedali? I cittadini delle Serre, della costa e dell’Alto Mesima sono stati presi in giro da questi avventurieri della politica che ora vengono smentiti dal loro stesso osannatissimo leader, di cui fino a qualche giorno fa millantavano interventi che sì sono arrivati, ma nella direzione opposta a quella da loro auspicata. Tra le promesse da marinaio di questi personaggi che alla Regione dovevano difendere il nostro territorio, la sanità vibonese è stata definitivamente affossata, per questo lanciamo un appello alla mobilitazione urgente, superando qualsiasi fattore di divisione, per difendere il diritto alla salute dei vibonesi, che oggi dopo le scelte sciagurate del Pdl non è più garantito".

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