Salta al contenuto principale

I giri della cocaina a Senise:
clienti, fornitori e spacciatori

Basilicata

Tempo di lettura: 
2 minuti 34 secondi

POTENZA - Il gioco valeva la candela. Ne erano convinti in tanti. Partivano da Senise verso l’hinterland napoletano, i feudi delle ‘ndrine calabresi e le piazze del mercato nero tarantino. Salivano in auto carichi di paura e adrenalina per alzare i soldi per rifarsi i denti o spassarsela con gli amici. Le prove in mano agli investigatori sono pesanti. Il giro di consumatori sproporzionato: dal centro di Senise al piccolo comune di Fardella fino al quartiere della “movida” di Policoro. Tutti vogliono la cocaina. Dose minima? mezzo grammo. Il prezzo? Alla portata di tutti. Bastano 40 euro e la “svolta” è garantita.
Il nome del vecchio gestore del pub “I casilini” di Policoro è finito nelle carte dell’inchiesta dei militari della compagnia carabinieri di Senise. Antonio Miraglia è indicato come un semplice consumatore, ma sentito dagli inquirenti come persona informata dei fatti avrebbe omesso i dettagli di quella strana frequentazione con Pasquale Vozzi, detto “il dottore” arrestato ad agosto dell’anno scorso con 80 grammi di “bianca” infilati nelle mutande.
C’è pure Angelo Orofino che è il proprietario dell’omonimo pub, paninoteca di Fardella, e di mestiere fa l’imprenditore. La sua posizione è più grave e i carabinieri di Senise lo accusano di spaccio, di essere uno dei fornitori di Giovanni Bellusci, pizzicato a ottobre dell’anno scorso di ritorno da Vibo Valenzia, mentre cercava di ingoiare la “roba” e per poco non ci restava secco. Il gip di Lagonegro ha rovesciato il teorema sostenendo che fosse Bellusci a rifornire Orofino, detto “il direttore”, che al massimo avrebbe girato la merce a un gruppo di amici. Ne avrebbe acquistati 5/10 grammi alla volta, e una persona che gli è molto vicina ha confermato agli investigatori quel vizietto che lo consumava.
I contatti di Bellusci con Orofino sono numerosi, ma l’imprenditore di Fardella non sarebbe stato il suo unico cliente. Quando Vozzi è finito in manette (era appena stato a Torre Annunziata dove aveva incontrato Giovanni Amoruso) a Senise più d’uno avrebbe cercato di prendersi i suoi affari (vedi box a fianco, ndr). Bellusci sarebbe sceso fino a Rosarno per comprarne una quantità da un giovane del posto con diversi precedenti sulla testa, Giovanni Fazzolari, e accreditarsi subito come il nuovo riferimento sulla piazza. Antonio Aschettino detto “il merluzzo” e Salvatore Lupia si sarebbero mossi verso Taranto. Rocco Ponzio, gestore di un bar-torrefazione di Senise, verso Cosenza. I carabinieri sono certi che a settembre dell’anno scorso abbia acquistato in un colpo solo 80 grammi di cocaina. Un testimone ha raccontato che quando aveva ancora il negozio di abbigliamento, poi trasformato nel bar intestato a un suo familiare, nascondeva le dosi dentro le tasche degli abiti in esposizione. Lo spaccio avveniva in scioltezza. Lui fingeva di mostrare l’indumento e intanto sfilava quanto richiesto. Una stretta di mano e via. Rendeva bene quel giochino. Più di quanto si potesse guadagnare coi maglioncini. E se qualcuno non aveva i soldi per pagare andava a credito. Tanto alla fine nessuno sarebbe stato capace di dire di no a “Rocco la bomba”.

lama

http://www.facebook.com/pages/Il-Quotidiano-della-Basilicata/14415881228...|14]Visita la nostra pagina Facebook

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?