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Ubriaco alla guida ammazza
due ventenni

Basilicata

Ex militare di Baragiano indagato per l’omicidio dei due giovani di Bella e Picerno

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CINQUE morti in quattro giorni. E’ l’impietoso bilancio della settimana più nera per la Basilicata che si muove in auto. Una mattanza in piena regola, fatta di asfalto e non di fucili, con l’aggravante della giovane età delle vittime: la più piccola che ha iniziato la spirale martedì scorso aveva sedici anni, il più grande, di 35, ha perso la vita insieme al cognato su una strada di Foggia. Ieri l’ennesimo incidente stradale. Due giovani – Luigi Mariano, di 21 anni, di Picerno e Giuseppe Grande (20), di Bella – sono morti di notte sulla strada provinciale 83, all’altezza dell’incrocio per Baragiano. Uscivano da una curva tristemente nota per la schiera di incidenti mortali avvenuti su quel tratto di asfalto. I ragazzi, morti sul colpo, venivano da Potenza, perché uno (Grande) era atteso dal padre alla stazione di Bella Muro, dove l’altro lo stava accompagnando. Non vedendoli arrivare l’uomo si è precipitato sul percorso della Punto su cui viaggiavano. All’arrivo dei sanitari sul luogo dell’impatto la scena che si sono visti davanti è stata quella del padre abbracciato al figlio in fin di vita. Cosa era successo? Mentre percorrevano la provinciale, improvvisamente, dalla parte opposta gli è piombata addosso alla velocità di un proiettile una Bravo che aveva perso il controllo, aveva sbattuto violentemente al guard rail e come in un macabro flipper s’era infilata nell’altro senso di marcia andandosi a schiantare sull’altra Fiat dei due ragazzi. Alla guida dell’auto omicida c’era Francesco Pace (in foto), un ventiduenne di Baragiano, che procedeva in direzione Potenza. Era ubriaco. Ora è ricoverato al San Carlo, dove i medici gli hanno trovato nel sangue, tanto per capirci, il doppio del tasso alcolemico consentito. Considerando che con la nuova normativa per la sicurezza stradale, la tolleranza è zero e che dunque con appena lo 0.5 parte in automatico una denuncia, figurarsi l’espressione dei Carabinieri quando hanno dovuto mettere a verbale che il guidatore nel sangue di alcol ne aveva l’ 1.04. Immediata la denuncia per omicidio plurimo colposo. Saranno state due birre o forse due cocktail a stomaco vuoto, fatto sta che quell’auto ha perso il controllo e i segni di frenata, ultimo tentativo disperato di mantenere la stabilità del mezzo, rendono bene la concitazione di quegli istanti. Pensare che il ragazzo alla guida dell’auto killer, con un trascorso all’aviazione dell’esercito, aveva tentato da poco il concorso per entrare nei Carabinieri e in Polizia e stava attendendo l’esito. Come uno scherzo del destino ieri, a occuparsi resti delle due vittime, è stata l’agenzia di onoranze funebri in cui lavora il fratello di Pace, con alcuni precedenti di violazione del codice stradale anche lui, tanto da fargli sospendere la patente. Infine gli scherzi del destino: nello stesso palazzo di Grande, uno dei due giovani uccisi, abita il quattordicenne, ancora grave in ospedale, per essere finito qualche giorno fa con la sua bicicletta nel parabrezza di un’auto, tutto per evitare un fosso. «Dinanzi all’ennesimo incidente mortale accaduto lungo la Sp 83 - ha detto Galizia, sindaco di Baragiano - sento il dovere di testimoniare alle famiglie delle giovanissime vittime la solidarietà della comunità baragianese, ma al contempo la necessità di lanciare un appello all’assessore alla viabilità della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, affinché in tempi celeri si possano programmare “lavori urgenti” per ultimare una strada mai completata e che da anni continua a mietere vittime. Oggi non si può più tergiversare - continua Galizia - sulla necessità di un’immediata messa in sicurezza dell’arteria che di fatto funge da trait d’union tra la il raccordo autostradale Potenza Sicignano ed il Marmo Platano. A poco potranno servire le rotatorie già realizzate e quelle progettate senza un serio intervento di messa in sicurezza. I cartelli che limitano la velocità a 40 km/h sono solo un escamotage amministrativo. C’è bisogno anche di altro. La strada provinciale 83 è già stata oggetto di una inchiesta della Procura della Repubblica e la Prefettura di Potenza da tempo ha inserito non a caso la Sp 83 tra le tratte sulle quali è necessario effettuare il controllo della velocità. Oggi alla luce di questi nuovi tragici eventi - chiude - nel formulare un appello alla moderazione della velocità ed ad evitare consumo di alcool o peggio di droghe, non possiamo non risollevare la questione della sicurezza stradale sulla Sp 83».

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